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Il quinto colpo di stato in Turchia, una repubblica instabile e precaria



Sarebbero più 200 i deceduti durante il fallito colpo di stato avvenuto venerdì 15 luglio in Turchia: secondo i dati forniti dal Generale Umit Dundar si tratterebbe di 41 ufficiali di polizia, 2 soldati, 47 civili e 104 complottisti. I feriti ammonterebbero invece a 1.154. La cifra relativa ai militari arrestati è di 2.839, a proposito il premier turco Binali Yildirum ha affermato che il governo non adotterà come punizione la morte – non prevista dalla Costituzione – ma si accerterà che avvenimenti di questa portata non si verifichino mai più. 














Il colpo di stato, o almeno quello che in realtà sarebbe dovuto essere, non è l’unico che si colleziona nella storia turca dato che se ne sono altri 4 con la medesima matrice: stabilità politica e laicismo militare. Il primo è datato al 27 maggio 1960 quando il Generale Gürsel, durante il colpo di stato, volle rimuovere il terzo presidente Celal Bayal e il PM Menderes successivamente impiccato dai militari. Il Comitato di Unità Nazionale si occupò della riforma del diritto costituzionale ed elettorale che seguisse i principi di Atatürk e venne redatta una nuova Costituzione. L’anno successivo si riprese una politica civile. Il secondo colpo di stato avvenne il 12 marzo 1971 le forze armate, dirette dal Generale Faruk Gürler chiesero al Presidente Cevdet Sunay un governo forte e credibile, ma in seguito il PM Suleyman Demirel si dimise e chiese a Nihay Erim, un docente universitario, di formare un’unità nazionale e rimase al potere fino alle elezioni avvenute nel 1973. Il terzo golpe venne esercitato dal Generale Kenan Evren il 12 settembre 1980 e fu causato da un periodo storico particolarmente instabile. All’epoca Evren abolì ogni partito presente e ne rimase solo uno, l’Ozal, quello della Madrepatria il quale approvò riforme economiche e di sviluppo assai importanti. Una delle maggiori priorità fu quella di riscrivere la Costituzione per dare più potere decisionale al Presidente piuttosto che all’Assemblea, inoltre si volle abolire il Senato. Al 28 febbraio 1997 si conterebbe un quarto colpo di stato che è considerato tale solo perché i militari furono in grado di ottenere la dimissione del PM Necmettin Erbakan. Il RP, partito del Welfar, fu abolito e fece spazio al Partito della Virtù. 

Lo scorso fine settimana la Repubblica Turca è ancora una volta teatro di momenti di precarietà governativa a causa del colpo di stato avvenuto probabilmente dall’imam e magnate Fethullah Gulen, ex alleato di Erdogan auto-esiliatosi negli U.S.A..
L’esercito turco occupò le reti televisive, bloccò le principali città e impose il coprifuoco. In seguito a una notte di caos, scontri e un pessimo tentativo di fuga in Germania da parte di Erdogan si dichiarò naufragato il colpo di stato annunciando il pieno controllo statale da parte del governo legittimo. 

Maria Carola Leone

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