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Il terrorismo e la violenza psicologica

I terroristi islamici hanno terrorizzato mia madre. Per questa estate io e i miei amici avevamo in cantiere diverse mete per andare in vacanza dopo una calda sessione estiva: Grecia, Marocco, e Francia. Ma le nostre madri hanno detto “no”. I terroristi sono riusciti a terrorizzarle, giustamente, sino al punto di non volerci mandare da alcuna parte, escludendo completamente la possibilità di passare per degli aeroporti.


Tutto questo è sintomatico di come questi individui stiano riuscendo nella loro impresa, nel loro smodato tentativo di “incatenare” le persone nelle loro piccole o grandi città. È importante parlare oggi di tutte le violenze fisiche che stanno facendo, del sangue, delle armi, delle urla delle persone che molestano, che mutilano. Prendono bambini, ormai rimasti orfani, e li educano al terrorismo, insegnano a non avere paura. Loro no, non devono avere paura, loro devo farsi esplodere con l’obiettivo di uccidere e massacrare il maggior numero di persone possibile. Devono sparare, e devono essere precisi, molto precisi, un colpo a persona, non c’è tempo da perdere. Ma credo, personalmente, sia altrettanto importante parlare di come stiano uccidendo tutti noi, psicologicamente.


Le violenze psicologiche fanno meno rumore, sono silenziose e spesso passano inosservate, ma sono quelle che colpiscono il maggior numero di persone. Questa manipolazione mentale sì che è efficace, sì che è conveniente per compiere la loro grande missione. Stiamo morendo mentalmente, sotto gli attacchi dell’Isis, che ci vuole schiavi e sottomessi. E noi, con la nostra paura e il nostro terrore, glielo stiamo permettendo, stiamo lasciando a loro il gioco, a loro la scelta delle regole.
Le regole sono chiare: voi occidentali dovete convertirvi o morirete. Religione? Ce n’è poca assai, qui si parla di sete di potere che viene fatta passare per una nobile guerra a difesa di Dio. Come poi se ci fosse un Dio più importante dell’altro, o come se poi esistessero degli Dei differenti e non fosse sempre Lui, con nomi diversi. Ma no, dobbiamo convertirci o morire.
Ma noi occidentali siamo abituati ad imprecare davanti alle crisi economiche (che hanno ucciso anche quelle), ai poteri illegittimi di persone affamate di denaro, questo denaro che non basta mai. Non siamo mica abituati a dover uscire di casa e avere paura di andare a fare la spesa, non siamo abituati a vedere le nostre case distrutte e nemmeno le scuole in macerie. Perché nel grande male occidentale, la fortuna è sempre stata dalla nostra parte. Ora no. Ora dobbiamo abituarci alla paura, per averne meno, per sentirla meno. Per dare a questa paura meno importanza. Per poter andare in vacanza senza lasciare familiari e amici con una certa smorfia di disapprovazione. Dobbiamo uscire, con la voglia di vivere, di civiltà, di eguaglianza, di rispetto e tolleranza, e dobbiamo combattere questi individui che ci vogliono togliere tutto.

Virginia Fattori

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