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Perché si arrossisce?

Stiamo camminando tranquilli, su una strada che di impervio o dissestato non ha nulla, quando, come attratti da una forza assurda, inciampiamo. Ci guardiamo attorno, sperando che il destino, oltre all’averci fatto rischiare l’osso del collo, non ci abbia regalato un ulteriore motivo di imbarazzo. E invece no: mille persone ci guardano. Sono divertite, sorridono guardandoci – e probabilmente si chiedono perché siamo così sprovvisti di coordinazione. D’altronde è risaputo: le figuracce ci fanno ridere solo se le fanno gli altri. E a noi non rimane altro che arrossire. Violentemente e senza ritegno. Le nostre guance si colorano di porpora mentre, con nonchalance, cerchiamo di filarcela prima di dire qualcosa di imbarazzante – le disgrazie non vengono mai sole, si sa.
Ma qual è il meccanismo che ci porta ad arrossire?


Come mai non possiamo controllare questo meccanismo come si fa per molti altri, come ad esempio facciamo con la risata?
L’adrenalina – questa è la spiegazione scientifica – ci fa dilatare i capillari, i quali portano sangue alla pelle.
Alcuni studiosi ritengono sia una specie di reazione difensiva: quando vorremmo fuggire a gambe levate, ecco che “indossiamo” il nostro imbarazzo, la nostra vergogna.
Tuttavia, ci sono anche altre ragioni che spiegano questo meccanismo diffuso.
Ray Crozier, professione psicologo esperto in timidezza, ci spiega che arrossire serve a mandare un messaggio. Che questo modo sia inconsapevole e consapevole, poco conta: è un modo per far capire, insomma, quando noi non vogliamo che una certa situazione si verifichi – può avvenire anche quando si parla, per evitare certi tipi di argomenti.
Ci dice, poi, che la tinta rossa sul nostro viso può scaturire anche da altre emozioni, come rabbia, dolore, mortificazione. Quando siamo attratti da una persona o quando non vogliamo averci nulla a che fare: accade anche in questi casi. Insomma, un vasto ventaglio di eventi ed emozioni può farci arrossire.
Certo, se si tratta di un compagno costante, è motivo di disagio: ci mette al centro dell’attenzione, rivelando, bene o male, ciò che pensiamo. Inoltre può persino trasformarsi in un circolo vizioso: si chiama l’eritrofobia la paura di arrossire, ma, spesso, questa crea timore che, a sua volta, porta a soffrirne ancora di più.
Ma come fare a liberarsi da questa piaga?
Be’, la psicoterapia – esercizi di respirazione o ipnosi – può essere un toccasana in questi casi. Esistono poi delle procedure chirurgiche che asportano i nervi che causano la dilatazione dei vasi sanguigni del viso – ma siamo sicuri che valga la pena di affrontare un’operazione simile solo per togliere un semplice fastidio, soprattutto dato che i rischi sono grossi, in questi casi?
La strada migliore?
Prenderlo come un dono, come un segno di sensibilità.
All’Università di Berkeley è stato condotto uno studio sull’argomento che dimostra come chi arrossisce facilmente sia più generoso ed empatico… insomma, è un punto in favore. No?



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