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Pilota automatico: imprevisto o codice di morte?

Non è ancora chiaro se il passeggero-pilota quarantenne Joshua Brown erroneamente abbia dato gas eludendo di fatto il sistema di guida automatica o se invece come confermano alcune ricostruzioni stesse guardando un film, oppure se il sistema Autopilot che risultava inserito, ossia una specie di guida semiautomatica, abbia scambiato il colore bianco del camion con l’azzurro pallido del cielo; di fatto la Tesla del quarantacinquenne americano si è schiantata tragicamente su un articolato ponendo così fine alla vita dell’indifesa vittima.


L’incidente del 7 maggio scorso avvenuto in Florida è il primo dopo centinaia di milioni di chilometri percorsi dalla Tesla Model S con questo sistema Autopilot che permette di sterzare, sorpassare, frenare ed accelerare a seconda della mole di traffico veicolare attorno a sé, il futuro insomma di ciò che dovranno fare i veicoli senza pilota.
Finire sotto il rimorchio di un camion con un’auto come quella Tesla dalla folle accelerazione, da 0 a 100 km/h. in meno di tre secondi, la dice lunga di quanto sia delicato il passaggio “simulazioni virtuali/realtà sulle strade”. Il mistero comunque rimane e l’ente federale Usa non ci ha messo molto a mettere sotto inchiesta il caso, multe comprese, obbligo di richiamare in officina tutti i veicoli fino addirittura a farli ritirare dalla circolazione.
Lontani i tempi delle bighe nell’antica Roma ove chi portava il mezzo ne era responsabile dei danni, oggi regolare la vita veicolare tra umani quando c’è di mezzo la tecnologia sarà la sfida principe in questo settore degli anni a venire.


Dalla ruota del carro alla Ferrari le norme si sono aggiornate nei secoli ma il “peso” della tecnologia rischia di far implodere il sistema soprattutto nelle sue componenti giuridiche perché alla responsabilità del prodotto si sovrappone quella del guidatore, non dimenticando che la guida parzialmente automatica pone il problema di chi avere la scelta (e responsabilità) per eventualmente premere il pilota automatico quando le condizioni veicolari lo permettano. Toccherà all’autista-passeggero o al produttore assistito dalle rilevazioni satellitari e telemetriche in possesso?
Il guidatore del terzo millennio, un po’ come avviene sugli aerei, dovrà conoscere la tecnologia del proprio mezzo di locomozione ed una volta impostata la destinazione, in un futuro non molto lontano, potrà tranquillamente far vita di relazione assieme agli altri compagni di viaggio mentre l’auto andrà da sola.
Questo perché l’automobile è da sempre sinonimo di affidabilità e libertà, sempre uguale, quattro ruote, un volante, fari e freni, elettrica o a idrogeno e non importa se poi potremo anche acquistarla in abbonamento come Spotify, ci si infilerà lo stesso in autostrada codificando la destinazione col pilota automatico e condividendo qualsiasi tipo di informazione col resto del mondo; ci sarà pure tempo per pensare a gestire il viaggio e, men che meno, l’imprevisto.

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