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Quella lunga scia di sangue in Francia

La Francia è uno dei Paesi più presi di mira dagli attentati del sedicente Stato islamico e lo testimonia la lunga scia di sangue che tutti gli attacchi dei miliziani islamisti hanno lasciato dietro di sé, in quello che sembra essere un incubo senza fine.

La cronologia dell'orrore jihadista

Tutto è cominciato con l'attentato alla sede del giornale satirico Charlie Hebdo in pieno centro a Parigi, era il 7 gennaio del 2015, accusato di avere pubblicato delle vignette su Maometto considerate blasfeme e offensive.
I terroristi si barricarono poco dopo in un supermercato di prodotti conformi alla religione ebraica e tennero per lunghe ore dipendenti del negozio e clienti come ostaggi, fino a quando non vennero eliminati dalle forze speciali. In quell'occasione morirono 12 persone, di cui molti erano i giornalisti della testata satirica, e la Francia si scoprì per la prima volta vulnerabile agli attacchi del terrorismo internazionale.
Il mese di novembre dello stesso 2015 fu un altro mese nerissimo per la Francia: sempre nel pieno centro di Parigi un commando di terroristi prese di mira alcuni ristoranti e la sala da concerti Bataclan, gremita di giovani accorsi per il concerto di un noto gruppo rock. In quegli attacchi che sconvolsero profondamente non solamente la Francia, ma tutta l'Europa, morirono più di 130 persone tra cui anche la giovane ricercatrice italiana Valeria Solesin.
Il 14 luglio 2016 è stata la volta di Nizza, la città più grande della Costa Azzurra: un tir guidato da un giovane radicalizzato che aveva giurato fedeltà all'ISIS piomba a tutta velocità sulla folla di turisti e curiosi che stavano assistendo ai fuochi d'artificio per la Festa Nazionale francese e falcia 84 persone di tutte le nazionalità, tra cui 6 italiani.
Ieri mattina è stata la chiesetta di Saint Etienne du Rouvray, piccolo paesino della Normandia vicino a Rouen, ad essere attaccata da due terroristi che hanno sgozzato l'anziano parroco e tenuto come ostaggi i fedeli presenti alla Santa Messa del mattino; alcuni sono stati feriti.
Quello di ieri è stato l'apice dell'orrore jihadista che ha osato colpire per la prima volta una chiesa, un luogo sacro, considerato da sempre inviolabile e sicuro; si spera che quest'ultimo sfregio alla civiltà e alla cultura occidentale sia uno sprone per continuare con ancora più forza la lotta al terrorismo.





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