Ultime Notizie

After, la serie che spopola fra le adolescenti: Tessa e Hardin, un rapporto morboso e infinito

Erano settimane – o mesi? – che mia sorella mi ripeteva aneddoti su Tessa e Hardin – i protagonisti della nota serie After. L’ho liquidata con un secco “Basta”. La serie, nata dalla penna di Anna Todd, è una di quelle in voga adesso fra gli adolescenti. E questo, in effetti, bastava a tenermi alla larga. Ma poi, poiché in quanto a lettura non mi sazio mai, ho provato ad aprire il primo libro – una gentile concessione della mia copia sputata minore.


Tessa è al primo giorno del primo anno di università alla Washington Central. È ordinata, ben pettinata, quasi snob. In realtà ciò che noi possiamo scambiare per puzza sotto al naso è solo ambizione, pura e semplice. Mentre la mamma – una donna dal carattere eccentrico e sempre vestita come ci si vestirebbe a una serata di gala – e il suo fidanzato, timorato di Dio, Noah la accompagnano in quella che sarà la sua stanza al dormitorio comune della WC lei pensa ai corsi, agli impegni e agli orari. Ha pianificato, minuto per minuto, tutto il suo futuro. Sa che fra qualche anno si sposerà con il suo cavaliere in cardigan, aria mesta e mocassini – non prima di essersi laureata – e poi sa che arriveranno i pargoli. Semplice, no? Ta dà! Il suo destino è segnato. Ma non certo come pensa lei. Non sa quanto si sbaglia. Su tutto. Sulla sua idea di precisione – che comunque poco collima con quella sua voglia di vivere, nascosta sotto i capelli sistemati e lo sguardo fragile. La sua compagna di stanza è il suo completo opposto, ma lei decide di diventarci amica. Che poi, è una decisione obbligata perché nella stanza, quel giorno, oltre a Steph e ai suoi sfavillanti capelli rossi, c’è anche un ragazzo. È scorbutico, musone, pieno di tatuaggi e piercing – un colpo per quell’idea di purezza che insegue come fosse acqua in un deserto. In più sembra proprio che non conosca le buone maniere. Ma a questo arriveremo dopo. In quella stanza l’immagine del bello ma dannato Hardin non può che cozzare con quella del carino Noah, la copia della bella Tessa al maschile. Perfetto fino al vomito, ovviamente, si oppone a quelle persone diverse da lui. Ma sarà obbligato a lasciare Tessa in compagnia di quelle che per lui sono presenze moleste. Ed è proprio qui che la faccenda si complica. In molte occasioni si trovano da soli, e lei non può che desiderare di più. Lui sembra avvicinarsi, ma per ogni passo in avanti ne vengono fatti tre indietro. Malgrado Hardin non sia un principe azzurro, Tessa se ne innamora follemente. Più lui dice di non volere relazioni, più lei, sebbene amareggiata e frustrata, si abbandona a lui. Totalmente. Lui la insulta, la umilia. Lei non si piega. Non è fragile di quella fragilità che non si augura a nessuno, anzi: lo sprona, combatte, lo eleva al suo livello. Lei si vendica, lo porta allo sfinimento. Lui capisce cosa vuol dire piangere di disperazione. Quella ragazza dagli occhi grigi l’ha cambiato, solo che non potrebbe – giammai! – ammetterlo con nessuno. Piano piano lui cambia. Non si sa come né perché, lei lo strega. E lui deve combattere. Ha una reputazione. È maschio, e come tale deve difendere quell’idea di virilità che ci si aspetta da lui. Non è tipo da fidanzate e cene dai parenti e film strappalacrime… quella bella bionda che diritto ha di insinuarsi nella sua vita? Più però scivola nella tela di lei, più il senso di colpa si fa bruciante: nasconde un segreto.


Se c’è una cosa in cui è brava la Todd è proprio creare suspance nell’ultima pagina. Ed è per questo che ho letto anche gli altri. Cinque libri, uno dopo l’altro.
Sì, è vero, i ritmi sono troppo serrati e un po’ ripetitivi. Non sempre la Todd riesce a farci penetrare nei meandri della mente dei personaggi – personaggi che non sono troppo facili da capire. Però, come ogni serie che si rispetti, nei successivi migliora: il quinto libro ha una trama molto più evoluta, una tecnica narrativa più forte. Nel quinto si penetra nelle emozioni, nelle sensazioni, nella disperazione e nell’eterna corsa alla felicità dei personaggi. È un gradino sopra gli altri, insomma. Anche il tono è cambiato, ma probabilmente è il fatto che nel primo, la fortunata scrittrice, non ha investito le stesse energie che nel quinto. Comunque crea curiosità. E si simpatizza per due personaggi diversi, che si fanno strada nel mondo. D’altronde siamo abituati alle storie d’amore senza particolari problemi… quell’amore melenso e zuccherino che non riuscirà mai a provocarmi quel brivido, quella voglia di finire un libro. Tessa e Hardin non hanno quasi nulla di melenso – tranne quando uno dei due fa un torto all’altro e deve ripetere, per farsi perdonare e fino allo sfinimento, quanto sia forte l’amore che prova – anzi, sono squilibrati nei loro sbalzi d’umore e colpi di testa. Hardin non vuole ammettere di poter essere l’uomo che lei merita: per troppo tempo è stato come un cane randagio, senza casa né cuore. Tessa si vergogna di come lui la fa sentire: debole, senza difese. E vanno avanti così. Si colpiscono, forte, così forte da far mancare il fiato, e poi si scusano. Piangono. Sperano. Sanno di essere senza speranza, ma sentono che quello che provano non è qualcosa di passeggero, qualcosa di semplice da liquidare. Quindi provano, e provano, e provano. Senza tregua. Perché stare vicini fa male, ma stare lontani è peggio. Quando non sono insieme cadono in neri baratri e non sanno vedere il sole. Sono una sola mela tagliata a metà. Il male che si infliggono è assoluto, disarmante. È un male cattivo, e a volte, durante la lettura, si etichetta il loro come un amore morboso, malato. E forse è così. Si tratta, in effetti, di un amore marcio. Bugie, tradimenti, insulti, parolacce. E poi baci, abbracci, e notti di passione. E così, così e sempre, come in una trottola. Ma è qualcosa di reale: nessuno dei due sembra il protagonista di una storia a lieto fine. Ma cambiano: l’una per l’altro. Non è questo la vita? Capire di essere oscuri, cupi, ma cambiare, vedere la luce per chi si ama? Non è forse realtà, provare a respingere passati più o meno contorti? Non si è mai del tutto forti, come forse non si è mai del tutto deboli. Gli eventi ti forgiano, ti cambiano. L’anima, quella che crediamo resti integra, in realtà trasmuta. Ed è quello che mi piace di questa storia infinita, per la quale si tifa dal primo istante: i personaggi, nelle complessità, crescono e si vengono incontro. Mettono da parte rancore e risentimento, e diventano adulti presto – sebbene siano molto giovani. Non sono fantastici, né dolci da morire. Non sono nemmeno sinceri: ma che ci vogliamo fare? Sono solo innamorati. È che quel “solo” fa la storia, ed è questo il fatto che non dovremmo sottovalutare.
“Vale la pena di leggerlo?” mi chiederete. Be’, in effetti non lo so. Per me è valsa la pena. Certamente dipende dai gusti personali. Però è curioso stupirci a pensare a Hardin come un’anima in pena, un dannato, e a Tessa come la sua salvatrice. Il loro amore, pieno di sbattimenti e di insulti, è reale, palpabile. Be’, sì, esagerato e incattivito. Ma pur sempre più reale del vissero felici e contenti delle fiabe. E comunque, come ho rimarcato prima, la Todd, a dispetto delle critiche, trova sempre un motivo per farci iniziare e finire un nuovo libro. E quando la lettura continua perché si è curiosi tutto si fa più interessante.



Prima Pagina on line (www.primapaginaonline.org) - Testata registrata al Tribunale di Bologna, pr. n. 8292 del 06/03/2013. Sito progettato da Templateism.com Copyright © 2011

Powered by Blogger.