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VIENEME ‘NSUONNO (Vienimi in sogno): l’ultimo capolavoro di Vincenzo Vingiani

I poeti… cosa sono i poeti? Vigilanti della vita e di ogni sfumatura di essa, sono capaci, entrando in punta di piedi nelle vite altrui, di cambiarle, mutarle, migliorarle. Guardiani delle chiavi dell’anima, vedono oltre. Oltre il buio; oltre la nebbia; oltre l’incapacità di comunicare, di capire, di immedesimarsi. Stendono ogni componimento – che rivela lo charme agrodolce di una scoperta fatta in silenzio – aiutati da un raggio di luce o da un’ispirazione particolarmente vincente – bella come un tramonto d’inverno quando si è in casa con i piedi nascosti da un plaid rosso a pensare al futuro, ai progetti e alla perfezione imperfetta della vita.


Ed è incanto: le loro parole, nelle quali è possibile immedesimarsi, sono musica per le nostre orecchie. Sono estasi. Sono fascino. Sono magia – perché di magia si tratta quando qualcuno si immette nella nostra anima, facendola sua. Sono delizia. Sono un fulmine a ciel sereno, con quel loro entrarti nel corpo, prendere un brandello di cuore e farlo proprio.
Perché, checché se ne dica, non c’è nulla di meglio che incrociare le gambe sulla propria poltrona per perdersi in quei meandri, in quegli elaborati che sanno di dolce, di crudo, e d’amore. Soprattutto d’amore – che poi è il moto di tutto l’universo.
Ecco quello che ho pensato, ritrovandomi a leggere “Vieneme ‘nsuonno” (Vienimi in sogno) di Vincenzo Vingiani. L’autore sanremese di origini partenopee dice di comporre poesie per farsi perdonare di fare l’avvocato; io direi, piuttosto, che ha un fuoco dentro, una pira che brucia e che si espande. Una fiamma di capolavoro.
Ci narra di quanto sia bello trovarsi abbracciati al proprio amore al mattino, quando ancora il sonno tiene i nostri occhi socchiusi, addormentati, vogliosi di sogni e desideri… quando si ha voglia di dire: “Tu sei come e quando io ti voglio”, soprattutto quando il tempo si ferma, rallentato da un’unione che sa di incanto, di fantasia, di Sole.
Ci racconta dei colori dell’arcobaleno per descrivere le sfumature dell’amore: “A colori sono i pensieri ubriacati di fantasia che di allegria dipingono i sogni se dormendo sogno te”. Nostalgia, passione. Perché l’amore è un gabbiano che vola controsole; è l’azzurro che ha sapore di sale; è nelle stelle che, cadute dal cielo al mare, vengono colte dai pescatori.
Ci entusiasma aprendo il cuore per farci capire la bellezza del desiderio, della voglia… di un bacio – un bacio bramato, agognato, carnale, che è dolce come il miele e ubriaca di sapore –, di una carezza. Perché ogni contatto è importante, quando ci si perde in un’altra persona. “Tra le braccia tue mi perdo e quanto è dolce, se stando così stretto a te abbracciato, della gioventù assaporo, fresca, l’eternità!”
Ci rende testimoni, curiosi e attenti, di un sogno, un sogno della propria metà alla quale si increspano le labbra in un sorriso stirato. E vorrebbe… essere lì con lei ovunque i suoi pensieri stiano viaggiando, accompagnarla in quel cammino che ‘sì tanto la rende giuliva.
Ci addolora scoprire la bellezza di un amore che è ancor più prezioso perché finito. Il gusto, quando un’unione magica finisce, ha il sapore dolce-amaro di perdita, di fine. Tormento, mal di cuore, pianto: tutto è inutile e ci rimane solo una notte sola e triste e oscura. E il petto che duole quando si incontrano volti conosciuti, amici comuni: come spiegare? Come raccontare loro l’estremo male che ci porta via il respiro?
Si dimostra romantico quando descrive che: “Nelle acque incantate dove culli i pensieri vorrei come un delfino nuotare nel profondo e scoprire i misteri più dolci e più arcani che solo a chi ama sa svelare il tuo cuore…” Poi è scosso e ferito quando dice: “Una pianta di spine nel petto è cresciuta e ad ogni mio respiro punge a sangue il mio cuore.” Poi, ancora, cambia ed è nostalgico, languido quando ci spiega: “Dai sogni spogliato, caduto dal cielo, il profumo delle stelle non sento ora più.”
Si dimostra ottimista quando, sebbene sappia che il freddo dell’inverno renda malinconici, sconfortati, mesti, parla della bella stagione e si immagina lieto, ilare, gaio.
Si dimostra desideroso, fedele, anelante quando scrive: “Incatenato a un sogno che di te solo mi parla, prigioniero il mio cuore rimane dei ricordi, sempre lo stesso fedele, speranzoso aspettando che, avverandosi il sogno, torni ancora da me.”
È carnale, questo suo amore per la sua fanciulla. “Infuocata dalla passione, bocca a bocca, tutta tremante ti stringevi a me.” E a lui non resta che abbracciarla forte, forse per non cadere.
Ma non solo di questo ci rende partecipi… ci apre un mondo, un mondo fatto di storia – quella vera e quotidiana, fatta di dolori e sorrisi, di fitte al cuore e felicità.
Ci rivela…
Di un posto fatato in mezzo al mare; di illusioni di sogni d’amore; di tempi perduti e occasioni perse; dell’ignoranza di un cuore che si scopre innamorato; di forestiere con lo sguardo fiero che accendono il desiderio; di attenzioni – belle, dolci, necessarie, essenziali –; di flauti e violini e di suoni d’incanto; d’invidia e mancanza; di gelosie e comprensioni; della bellezza di un viso che ama; di ostacoli che si saltano solo insieme; di cani pazienti e fedeli; di malinconie e di notti passate tra grappa e cognac; di pensieri e nuvole e sogni; di penne senza inchiostro
L’amore è un argomento che dà vita a romanzi, saggi, poesie. È il motore dell’intero universo. È un tuffo nel mare. È una vincita ala lotteria. È un ruzzolone negli scogli che graffia le ginocchia. È un urlo e un gemito. È una fortuna o un tormento. Può essere effimero, platonico, carnale, inafferrabile, penoso. Può essere fonte di vita o causa di morte.
L’autore è incredibilmente bravo nel rappresentare un amore finito in tutte le sue sfumature. Noi viviamo grazie ai suoi ricordi, durante la lettura, e all’ultima poesia siamo speranzosi… non importa quanto il cuore ci abbia fatto male, quanto i nostri occhi abbiano pianto o quanto ci siamo sentiti abbattuti, tristi, malinconici: ricordare ci deve dare la forza di reagire. Quando i ricordi arrivano, crudeli e implacabili, altro non dobbiamo fare che prenderli con noi e ricordare quanto tutto è stato bello, quanto quell’amore ci ha regalato.
Perché amare vale sempre. Anche quando poi tutto finisce.

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: VIENEME ‘NSUONNO
Autore: VINCENZO VINGIANI
Editore: BOOKSPRINT EDIZIONI
Anno: 2016
Pagine: 114



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