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Austria: stop ai negoziati per l'adesione della Turchia all'Unione Europea

L'Austria dice no ai negoziati per l'adesione della Turchia all'Unione Europea; Erdogan non è considerato affidabile e la repressione e la decisione di reintrodurre la pena di morte per punire i presunti colpevoli del fallito golpe sono, secondo il governo di Vienna, elementi che rendono la Turchia non idonea a partecipare al progetto comunitario.


Diffidenze e dubbi sul comportamento turco
Le foto shock dei prigionieri ammassati in stanzoni sudici, seminudi e torturati il giorno dopo il fallito golpe, e la chiusura di emittenti televisive, radio, giornali e Università, con il conseguente arresto di professori, giornalisti e blogger, non hanno fatto altro che aumentare l'ira di Vienna nei confronti di Ankara. 
Al governo austriaco già l'accordo con Ankara sull'abolizione dei visti per i cittadini turchi che intendono recarsi in viaggio negli Stati dell'Unione Europea in cambio di un aiuto nella gestione dei flussi migratori non era piaciuto perché lo consideravano troppo favorevole ai turchi e avevano paura che lo scopo di Erdogan fosse solamente quello di prendere i soldi degli aiuti comunitari ai rifugiati.
Secondo Vienna il solo interesse del governo turco era prendere i 6 miliardi di euro che le autorità comunitarie hanno stanziato per i profughi, senza poi la minima garanzia di una reale collaborazione nel controllo della marea umana di rifugiati. La paura di un'invasione di migranti in territorio austriaco è molto forte non solamente nelle autorità austriache, ma anche nell'opinione pubblica del Paese mitteleuropeo.
I dubbi degli austriaci riguardano anche la partecipazione di Ankara alla lotta al terrorismo internazionale, perché i turchi sembrano più intenzionati a combattere contro i curdi del PKK, che contro il sedicente Stato islamico.
Anche la Germania concorda con la linea dura dell'Austria, tanto che il Ministro degli Esteri tedesco Steinmeier ha dichiarato inammissibile negoziare l'entrata nell'Unione Europea di un Paese come la Turchia, in cui non sono rispettati i diritti umani e si parla di reintrodurre la pena capitale. Steinmeier ha spiegato la posizione tedesca in conferenza in conferenza stampa: “ Se questo tema è tornato nell'agenda turca, se veramente la pena di morte sarà di nuovo introdotta, la decisione sui negoziati si prenderà da sola, perché gli Stati membri dell'Unione Europea l'hanno abolita e questo è un principio fondamentale”.
Il Presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker si dice d'accordo sul fatto che la pena di morte renda inidonea la Turchia ad entrare nell'Unione, ma giudica sbagliato ed inutile interrompere unilateralmente i negoziati.


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