Ultime Notizie

Brasile, la presidente Rousseff si difende in Senato: “Continuerò a combattere”

Brasile, arriva la resa dei conti e potrebbe essere il momento di una svolta epocale. Svolta che secondo molti non va affatto in direzione della democrazia. Questa mattina, ore 9 locali, le 14 in Italia, Dilma Rousseff, presidente del Brasile, si è presentata in Senato a Brasilia, accompagnata dal suo amico nonché predecessore Luiz Inácio Lula De Silva per tenere la sua arringa al cospetto del Senato che dovrà decidere entro martedì se reintegrare o rimuovere definitivamente la presidente dai suoi incarichi. La Rousseff è stata accusata di impeachment, ovvero di avere truccato i dati del bilancio annuale per “nascondere il deficit sempre più crescente” ed è stata per questo sospesa lo scorso 12 maggio dalle sue funzioni di Presidente per 180 giorni, assunte provvisoriamente dal suo vice Michel Temer. Oggi Dilma Rousseff ha stupito l’aula con un discorso durato meno di 45 minuti. 


Sicura e decisa, ha ricordato che a rieleggerla nel 2014, dopo il primo mandato svolto dal 2011, sono stati 54 milioni di cittadini ed ha ribadito la sua determinazione a lottare contro le opposizioni, silenziose tessitrici di “un colpo di stato” finalizzato a favorire l’ascesa di “un governo usurpatore”. Ha ricordato il suo passato da attivista contro i governi dittatoriali di carattere militare che si sono susseguiti nel ventennio 1964-1985. Ha sottolineato quanto lei stessa sia stata in prima linea nella lotta per la democrazia, passando per il carcere e per le “torture senza fine” che le hanno lasciato un segno indelebile nell’anima ma che non le hanno mai fatto abbassare la testa e abbandonare la lotta. “Ho sempre creduto nella democrazia e nello stato di diritto e ho visto nella Costituzione del 1988 una delle grandi conquiste della nostra gente”, ha detto con forza, precisando di avere la coscienza “assolutamente pulita, non avendo commesso alcun crimine di cui sono ingiustamente accusata”. Non può certo negare di avvertire “il sapore amaro dell’ingiustizia” ma non riesce a fermarsi ora, quando “ad essere in gioco è il futuro del Brasile”. Ha avvertito, poi, del pericolo che correrebbe il Paese se il governo restasse nelle mani del suo vice Michel Temer, il quale secondo la Rousseff avrebbe intenzione di ridurre drasticamente la spesa pubblica e di agire nell’interesse di una piccola elite economica. Concludendo la sua arringa parlando nuovamente delle torture subite in prigione, Dilma ha ripetuto ancora quanto terribili e lunghi siano stati quei giorni facendo fatica a controllare la voce, a tratti rotta dall’emozione. Ha infine ringraziato i suoi sostenitori che non hanno mai smesso di credere in lei ed ha invitato tutte le opposizioni a votare “contro l’impeachment” ed in favore della democrazia.


Non appena la presidente ha terminato il suo discorso, tutti i senatori del Partito dei Lavoratori si sono alzati in piedi ed hanno rotto il silenzio con un lunghissimo applauso, mentre gli esponenti delle forze di opposizione restavano seduti con lo sguardo severo ed impassibile. Subito dopo, i senatori hanno cominciato il procedimento ed hanno preso ad interrogarla.
Il voto definitivo è previsto per martedì ma è possibile che slitti a mercoledì.


Prima Pagina on line (www.primapaginaonline.org) - Testata registrata al Tribunale di Bologna, pr. n. 8292 del 06/03/2013. Sito progettato da Templateism.com Copyright © 2011

Powered by Blogger.