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I segnali inequivocabili dell'attrazione

Il cuore che accelera, le guance che s’incendiano, la voce che traballa… sappiamo tutti come ci si sente a trovarsi dinanzi a una persona da cui siamo attratti. Abbiamo desiderato quel momento ma ora non siamo per nulla sicuri: abbiamo la certezza di non dire la cosa giusta, di fare qualcosa di sciocco, di poco razionale. In realtà si tratta di meccanismi che tendono a farci sembrare attraenti, benché a noi non sembri di esserlo – così presi a cercare di attirare, in modo casuale, l’attenzione.
Ma quali sono i segnali inequivocabili di attrazione?


Si muta il tono di voce. Secondo più studi è stato dimostrato che, quando ci si trova davanti a un interlocutore attraente, si tende a rendere la voce più profonda (generalmente gli uomini) o più squillante (le donne perlopiù).
Si dilatano le pupille. Perché ciò avviene? Be’, per il rilascio di dopamina che eccita le terminazioni nervose dei nostri occhi. A tal proposito, in un istituto universitario norvegese, è stato dimostrato che quando una donna è in periodo di ovulazione, è propensa a dilatare le pupille davanti a un potenziale partner.
Si imita il comportamento dell’altro. Poco importa se si tratta solo di gestualità o anche di linguaggio: se si parla con una persona che provoca interesse, si tende a imitarla leggermente, secondo un processo chiamato “mirroring”. Pare che sia, impercettibilmente, positivo per la buona riuscita, ad esempio, di un appuntamento.


Sudano le mani. Un cocktail di sostanze – dopamina, noradrenalina e serotonina – agisce sulle ghiandole del sudore, facendo in modo che le nostre mani diventino umide. Pare, o almeno questo è ciò che dice la dottoressa Fisher della Rutgers University, che questo sia un meccanismo che interessa gli uomini più delle donne, in quanto essi producono livelli maggiori di monoamine.
Si è più loquaci. Un’improvvisa voglia di chiacchierare ci assale, nella voglia irrefrenabile di creare un contatto con chi ci piace. Questo avviene perché la noradrenalina attiva i meccanismi del cervello che spingono all’azione.
Batte forte il cuore. Adrenalina e noradrenalina, scorrendo nel sangue, fanno in modo che anche il cuore batta più veloce. Risultato? Be’, il battito è talmente forte da convincerci che il cuore possa uscire fuori dal petto.

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