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Imprinting: il nuovo romanzo di Bianca Ceruti ricco di colpi di scena

Marta è giovane, ha 15 anni. Sono appena gli anni ‘80 quando, con felicità disarmante, girovaga nella grande casa dei signorotti locali. Sua madre lavora come domestica per la signora Elena, e a tutti loro è concesso l’onore di frequentare quella dimora lussuosa, elegante. Il signorino Paolo, figlio pupillo di quella facoltosa famiglia, è il sogno della povera Marta. Ha una grande eleganza, e nei suoi occhi lei è capace di perdersi per poi ritrovarsi. Più lo guarda e più sogna le sue mani intrecciate a quelle di lui, i loro sguardi che si incontrano, parole dolci, abbracci e coccole. Lo ama, proprio come si amano le cose lontane, irraggiungibili. 


Ma lui, ben lungi dall’essere quel principe azzurro che lei brama, nasconde una superbia fuori dal comune, un egoismo radicato nel tempo e in quei suoi modi arroganti. Mentre lei si innamora, lui la evita, la ignora: la sua condizione di poverella non lo attira né lo affascina. Così, mentre lei, ancora bambina, spera di divenire ai suoi occhi irresistibile, lui ha già pensato al modo più crudele per fargliela pagare. È il primo giorno di primavera quando, dopo averla fatta entrare in camera sua con l’inganno, la violenta. La sbatte a terra come un oggetto e, incurante delle preghiere e dei lamenti – di dolore, frustrazione, umiliazione –, si approfitta di quella piccola giovane donna che si è appena affacciata al mondo degli adulti. Poi, dopo aver saziato quegli appetiti mostruosi, la caccia, e a lei non rimane altro che fuggire… fuggire da quella stanza, con le mutandine ancora incastrate su una caviglia, cercando di non perdere l’equilibrio – in quella ripida scala che sa di infinita sofferenza – e la dignità. Ma la sua giovinezza è destinata a finire: in quel giorno dove le rondini si stagliano nei cieli, lei rimane incinta.


Giorni nostri. Dan Hopkins è frustrato, annoiato. Dopo una lunga vita di duro lavoro è finito al blasonato Worcester College di Oxford ma, a dispetto dell’iniziale sensazione di appagamento e completezza, non è felice: ragazzini viziati e poco seri popolano le sue aule, e lui non ha nulla da dividere con quei visi saccenti. Li odia: guardandoli sente il profumo dei soldi che lui non ha mai potuto avere – quell’effluvio che sa di tranquillità, di agiatezza. È trasandato ma affascinante: nei suoi capelli sempre spettinati e nei suoi occhiali bisunti la gente vede lo charme dolce-amaro di un uomo che fa mistero delle sue sofferenze ma non della sua immensa cultura. Le studentesse lo bramano, gli studenti lo idolatrano ma lui, troppo preso da quel passato che non lascia la presa, non li vede: si è fatto un’idea tutta sua su quei ragazzi dai cognomi importanti e, come ogni convinzione radicata che si rispetti, la sua è ancorata all’anima come un ricordo lontano ma ancora presente.
Quando la vita raggiunge il culmine di insoddisfazione, lui decide di scrivere un romanzo. Lo fa per discostarsi dalla realtà, ma soprattutto per riprendersi quel posto nel mondo che sembra gli sia stato negato. E, inutile dirlo, quel suo romanzo di denuncia di una classe sociale indifferente ai problemi dei più umili, ha una fortuna sfacciata.
Ma, presto, alla storia del professore, si mescola il sangue: nel suo Campus avviene un assassinio brutale.
Chi ha ammazzato Margot, studentessa sensuale e maligna? Qual è il filo che collega il suo scritto con quella morte così macabra e densa di perché?
Mentre la sua scrittura si mescola al rosso rubino del sangue, la storia ci porterà, in un crescendo di colpi di scena, alla fine.
Niente è come si crede.
Ci sono dei nodi irrisolti che non possono essere sanati: le cicatrici che le persone si portano nel cuore non guariscono se rimangono doloranti per molto, troppo tempo. Continuano a tirare e chiedere pace.
Fino alla vendetta.
“La sua vendetta contro qualcosa che aveva subìto sin da piccolo, o che crede di aver subìto… come una specie di imprinting che si porta dentro e qualcuno o qualcosa, a un certo momento della sua esistenza, ha fatto scatenare, suo malgrado. Sono più che certo che questo odio, questo sentimento distruttivo, è da sempre nella sua mente ma lui non ne era conscio sino al fattore X che lo ha scatenato facendolo scoppiare come una bolla d’aria nel suo cervello.”
Particolarmente intrigante è la figura del professore, bello e dannato. È perennemente insoddisfatto, cupo, e il suo cuore svela una parte oscura che tutti sanno di avere ma che nessuno mostra. Lui sa che il suo passato è sempre dietro l’angolo, pronto a fare capolino. Non sa dimenticare, né passare avanti. Non sa riuscire a vivere – quando vivere vuol dire essere sereni, accettare e godere delle immense possibilità di una vita unica e preziosa.


Anche i personaggi secondari hanno un fascino particolare. La vicenda stessa è impregnata da un cupo presagio di morte, di abbandono. Pare quasi di sentire l’effluvio dell’incertezza, della tristezza, della malvagità che si affaccia quando le speranze sono oramai state perdute.
Nella lettura ci scopriamo voraci… di arrivare alle conclusioni; di capire il perché e il per come dei nostri dubbi; di scoprire il bandolo della matassa.
Speriamo e preghiamo… Che il professor Hopkins trovi quell’equilibrio che merita, quella forza d’animo che gli permetta di stravolgere, in meglio, la sua vita. Che le anime delle vittime, morte senza un motivo – valido e bruciante, malgrado comunque non esista un motivo per porre fine a una vita – possano trovare pace nel Paradiso che tutto perdona. Che un giorno smettano di esistere le differenze, le violenze, i soprusi.
La fine arriva in fretta, soprattutto dopo aver divorato questo testo che tanto ha di psicologia e azione. La brutalità della condizione umana raggiunge il suo apice nella disuguaglianza tra gli uomini che poi, trasfigurati dall’invidia, si trasformano in spietati mostri. Per invidia si piange e si urla. Per invidia si impazzisce. Per invidia si desidera il male, senza il minimo rimorso, senza senso di colpa.
Per invidia si uccide.

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: IMPRINTING
Autore: BIANCA CERUTI
Editore: BOOKSPRINT EDIZIONI
Anno: 2016
Pagine: 146

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