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L’eterno Peter Pan di “Terapia”

Gianni è un quarantacinquenne affetto dalla sindrome di Peter Pan. Decide, un giorno,di andare in terapia. Ecco che si scopre un passato particolare. Cresciuto solo con una madre autoritaria, non ha mai imparato a fare fronte alle difficoltà. È un eterno bambino, le donne gli piacciono ma l’idea di impegnarsi lo inibisce nelle relazioni: mai – mai! – ha pensato di potersi donare totalmente a qualcuno. La terapeuta si chiede perché, ma, a mano a mano che le sedute proseguono, è tutto chiaro: qualcuna in passato gli ruppe il cuore, e da allora per lui il gentil sesso altro non è che un giocattolo da sfoggiare e usare quando ci si annoia. 

Ha pochi amici, d’altronde come potrebbe averne? Parlano di lavoro, impegni, relazioni… lui è egocentrico, immaturo: non ha nulla di cui parlare con i suoi coetanei. D’altro canto si fa portare ancora il caffè a letto dalla mamma. E stirare le camicie. E anche preparare pranzi, cene e merende. Ha quarantacinque anni, come già detto, ma nell’animo è un sedicenne impaurito con una corazza immaginaria: mette su una maschera da grand’uomo, da latin lover, da macho… ma altro non è che un ometto bisognoso di cure e attenzioni. Gianni, da solo, proprio non ci sa stare. Come se l’essere al centro dell’attenzione dell’universo femminile lo ripaghi delle angherie subite in passato, salvo evitare di affezionarsi a chicchesia. Incontra, poi, Laura. Lei è attraente, sicura di sé, forte ai limiti dell’arroganza. È una musicista, inoltre. Durerà con quell’uomo che non ne vuole proprio sapere di crescere? Come si può costruire l’età adulta quando le carenze della giovinezza pesano quanto macigni? In un crescendo di colpi di scena, si arriva al finale a sorpresa. Ci si aspetta un altro finale, per tutto il tempo si costruisce la fine nella propria testa… ma nulla è come si crede.
Questo romanzo, scritto in prima persona dalla terapista che tiene gli appunti degli incontri con il protagonista, è un realistico disegno della quotidiana realtà – anche se si spera che tanto quotidiana non sia, questa vicenda.
È un interessante esperimento di narrazione. La vicenda, densa di colpi di scena, vale e il testo è, malgrado alcuni errori che saltano subito agli occhi – peccato! –, molto originale.

AUTORE: MARIA DEBORA ZUCCA
TITOLO: TERAPIA
PAGINE: 86
CASA EDITRICE: BOOK EVOLUTION
ANNO: 2016



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