Ultime Notizie

Nuovi orizzonti per la Letteratura: Hassan Blasim dà voce ai rifugiati ne “Il matto di piazza della libertà”

Più volte si discute del declino della letteratura in Europa ed in Italia. La percentuale di lettori nel nostro Paese si è drammaticamente abbassata e coloro che leggono sono vincolati nelle proprie scelte da ciò che trovano disponibile in libreria. Tra i testi più venduti, infatti, figurano quelli distribuiti dalle grosse case editrici che puntano per lo più alla produzione di “storie commerciali”, rispettose dei meccanismi della suspense e capaci di accattivare il lettore. Recentemente, però, qualcosa sta cambiando ed a favorire lo svecchiamento delle vecchie forme del romanzo e delle storie già lette e rilette vi è, con sorpresa di molti, il contatto con i rifugiati. Anziché essere fonte di squilibrio o di frattura, gli immigrati potrebbero rappresentare una risorsa ed una fonte di rinnovamento per le letterature europee. Il caso della raccolta di racconti Il matto di piazza della libertà” di Hassan Blasim rappresenta un esempio eloquente.



Lo scrittore iracheno approda in Europa dopo mille difficoltà e gravi disagi nel 2004. Un rifugiato come tanti, almeno all’apparenza. Studente di Cinema all’università di Baghdad, Hassan è costretto ben presto a trasferirsi prima verso Nord, nel Kurdistan iracheno, a causa delle sue idee non conformi al regime, poi ad intraprendere un lungo viaggio verso il nord Europa, passando per la Turchia, la Grecia e la Bulgaria. Stabilitosi in Finlandia riprende la sua attività di regista e scrive il suo primo libro, “Il matto di piazza della libertà”, edito nel 2009 da Comma Press e tradotto in Italia dalla casa editrice Il Sirente nel 2012. Un testo complesso ma coeso che raccoglie tredici racconti nei quali i protagonisti sono giovani iracheni travolti dalla violenza del mondo che li circonda. Un uomo costretto a girare video per una squadra di terroristi, un camion colmo di clandestini che risolve la sua corsa in un massacro, uno scrittore incapace di scrivere perché il mercato rionale vicino casa, fonte inesauribile di storie e stimolo alla sua immaginazione, è stato raso al suolo. E ancora, un compositore di musiche patriottiche che improvvisamente decide di innalzare inni blasfemi contro l’orrore e la brutalità quotidiana.


Racconti nati dall’osservazione diretta e nitida della realtà del terrore presentata senza veli da chi quel terrore lo ha vissuto sulla propria pelle. Storie che intendono interrogarsi e rintracciare le cause recondite delle stragi e degli orrori quotidiani. Il tutto condotto con uno stile chiaro e limpido che punta all’immediatezza comunicativa.
“Ciascun ospite del centro di accoglienza per rifugiati ha due storie: una reale e un’altra per l’archivio. Le storie per l’archivio sono quelle che i nuovi rifugiati raccontano affinché venga loro riconosciuto il diritto a ottenere l’asilo umanitario. Queste storie vengono trascritte dall’ufficio immigrazione e custodite in fascicoli riservati. Le storie reali, invece, rimangono imprigionate nei cuori dei rifugiati, che, segretamente, convivono con il loro ricordo.”



La penna di Blasim cattura il reale con precisione, coglie i sentimenti più intimi e segreti, spinta dalla volontà di scrutare a fondo il marciume del mondo contemporaneo in cui spesso l’umano viene degradato a merce di scambio e a mera risorsa economica. E nella sua struttura rinnova la forma del racconto, che punta oggi nuovamente ad informare il lettore mettendolo dinanzi alla realtà nuda e senza veli. Contro il racconto fantastico o surreale degli ultimi decenni del '900, le tendenze della letteratura contemporanea paiono approdare verso forme di rinnovato realismo.


Prima Pagina on line (www.primapaginaonline.org) - Testata registrata al Tribunale di Bologna, pr. n. 8292 del 06/03/2013. Sito progettato da Templateism.com Copyright © 2011

Powered by Blogger.