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Siria, gas chimici sui civili: intossicate 33 persone, 10 sono bambini

La popolazione della cittadina di Saraqeb, in provincia di Idlib, nel nord-est della Siria controllata dai ribelli, è stata vittima di un bombardamento aereo con gas chimici nella notte tra lunedì 1 agosto e martedì 2 agosto. A dare la notizia la protezione civile locale, la Syrian Civil Defense, che afferma che sono 33 i civili intossicati durante l’attacco, tra cui 18 donne e 10 bambini. “Appena prima di mezzanotte, degli elicotteri hanno sganciato cinque barili contenenti gas cloro e schegge di metallo”, racconta il capo della protezione civile, Raed Saleh, alla tv araba Al Jazeera. I feriti sono stati immediatamente trasportati all’ospedale più vicino. Soffocamento, scottature, arrossamento degli occhi: questi i sintomi più diffusi che hanno fatto pensare ai medici immediatamente ad avvelenamento. Da gas cloro, in particolare, dato il forte odore di cloro emanato dalle vittime. La protezione civile attiva nell’area controllata dai ribelli ha denunciato il barbaro attacco postando dei video su YouTube in cui è possibile vedere uomini, donne e bambini con gravi difficoltà respiratorie, rianimati da mascherine d’ossigeno dai volontari che lavorano giorno e notte nel tentativo di alleviare le difficoltà e le sofferenze della popolazione. Anche il “Corriere della Sera” ha pubblicato diverse foto dell’accaduto, in cui viene sottolineato come a pagare lo scotto più terribile di questa guerra siano soprattutto i più piccoli.



L’attacco è avvenuto a 15 km di distanza dal punto in cui proprio nella giornata di lunedì è stato abbattuto un elicottero russo con a bordo 5 persone. Nessuno ha rivendicato l’azione bellica ma gli attivisti siriani sospettano che si sia trattata di un’operazione punitiva messa in piedi dai russi ai danni delle popolazioni siriane. 5 russi morti, 5 barili di gas tossici lanciati. Il Cremlino nega ogni responsabilità, anzi: secondo Al Jazeera, Mosca avrebbe addirittura negato che ci fosse stato un attacco con gas chimici. Eppure se il fatto fosse vero, quella orchestrata dalla Russia di Putin sarebbe una strategia molto vicina a quella di Hitler attraverso cui, durante la Resistenza, per ogni tedesco ucciso venivano massacrati dieci italiani. 


Sta di fatto che quello di lunedì non è stato il primo attacco con gas tossici su Saraqeb. Già a maggio altre bombole di gas cloro sono state lanciate sulla cittadina. In un rapporto pubblicato lo scorso marzo, la Società medica americano-siriana no profit (SAMS) ha riportato che dall’inizio del conflitto nel 2011 ci sono stati 161 attacchi con gas tossici solo in Siria. “I 161 attacchi documentati hanno causato 1.491 morti e 14.581 feriti”, si legge nel rapporto. Secondo SAMS, ce ne sarebbero almeno altri 133 non documentati e che per il momento “non possono essere pienamente confermati”.


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