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Su Villagrande Strisaili e su una delle sue eccellenze: il Panificio Demurtas al primo posto al Sardinia Food Awards

Villagrande Strisaili.
Viottoli e stradine – quelle che quando impari a guidare ti sembrano spaventose, impraticabili, sconsigliabili, soprattutto quando ci lasci la fiancata dell’auto nuova dei tuoi.
Ville aggraziate, eleganti, e case vecchie che nella loro antichità, in quel loro essere sorpassate e remote, basano la propria preziosità e della cui costruzione nemmeno i genitori dei tuoi genitori saprebbero raccontare.
Bambini che sfrecciano in bicicletta – a una velocità tale che neppure il proprietario di una Ferrari in ritardo potrebbe stargli dietro – e anziani che, con l’andatura claudicante tipica di chi nella groppa ha cinquant’anni di duro lavoro, si apprestano a svolgere le mansioni quotidiane, le stesse che permettono loro di sentirsi vivi e ancora in forze.


Tutti che si conoscono, che si salutano, che si chiedono a vicenda come va. E non come ci si informa quando si vuole essere solo gentili… Ma sì, sapete come? Quando si mette su un sorrisino affabile, falso, dolce ma di una dolcezza poco credibile; quando si scappa al primo “bene” che viene pronunciato. A Villagrande Strisaili le persone si chiedono come va con un abbraccio, un sorriso, un cenno di capo che indica vicinanza e quando le cose non vanno troppo bene c’è sempre una parola di conforto, una pacca nella spalla a mo’ di comprensione.
Terra della longevità, la chiamano. È vero… e non solo perché il paese detiene il primato di longevità maschile. Avevo già parlato della bellezza di un lembo di terra dove tutti si considerano una sola grande famiglia; dell’esclusività di un paese dove gli anziani sono tanti e tanto in salute da poter impartire, con estrema saggezza e sempre, i consigli che i giovani necessitano; della peculiarità di essere così aperta nella stessa chiusura.


Mi sono trovata lontana, qualche mese fa. E mancava… da morire. Mancava quella sensazione di non essere sola. Mancava quella certezza che qui, sempre e comunque, ci sarà quella tranquillità che sa di sole e nuvole, di inverni freddi ma non troppo e di estati al mare. Mancava quell’impressione di avere il cuore a posto – perché, benché si creda il contrario, il cuore si lega a un luogo, solitamente a quello dove nasci, e più vai lontano e più il filo tira e duole.
Ma Villagrande Strisaili è persino molto più di questo.


È luogo di eccellenze, e tra queste spicca il Panificio Demurtas.
Il Panificio Demurtas nasce nel 1953 e inizia con la produzione di pani tipici. Solo nel 1976 si specializza nel “Pistoccu” – pane tipico sardo. Allora tutto ciò costituiva novità: il signor Alfredo e sua moglie, la signora Elvira, seppero sfruttare l’occasione trasformandola in un’innovazione vincente. Ad oggi, con l’ausilio dei figli e del genero, Alessia, Filippo e Giancarlo – subentrati nella conduzione dell’azienda, che rimane a gestione familiare – la produzione si è ampliata enormemente: molti sono i prodotti che si possono trovare. Si spazia dal dolce al salato.
Nozioni specifiche per un’azienda che, nel corso del tempo e con tanto impegno e costanza, è arrivata al vertice. A maggio 2016, infatti, il panificio Demurtas ha vinto il primo premio del Sardinia Food Awards – dedicato alle eccellenze enogastronomiche dell’isola – nella categoria “Pane Casarau-Pistoccu”.
Una premiazione importante – a coronamento di anni di sacrifici, di diligenza, di serietà – dedicata dai figli al signor Alfredo, venuto a mancare qualche anno fa. Ma io vedo molto più in là, in questo nome conosciuto e associato a bontà, a qualità. Perché quando una famiglia ha segnato la storia di un paese deve – deve! – avere qualcosa che la contraddistingua, una marcia in più.
Vedo l’eleganza della signora Elvira –  conosciuta da tutti come zia Elvira – e la sua raffinatezza che sa di garbo, di classe, di pacatezza e gentilezza.
Vedo la spigliatezza di Alessia, Filippo e Giancarlo… una spigliatezza che sa di brio, di risa, di spontaneità.
Vedo la dolcezza della piccola Rossella, pupilla dell’intera famiglia.
Con loro ci si sente a casa, c’è poco da fare.
Ma cosa ci dicono i figli e il genero riguardo questo importante traguardo? Noi di Prima Pagina Online glielo abbiamo chiesto per voi lettori.
“Un traguardo che ripaga i sacrifici di tanti anni di lavoro… il lavoro che fai non solo per guadagnarti la giornata, ma per tenere alto il nome di un'azienda che ti garantisca un futuro, un'azienda ereditata dai sacrifici dei tuoi genitori e che quindi ci si sente in dovere di migliorare. Abbiamo sempre tenuto le antiche ricette e la lavorazione di sempre, adeguandola ai macchinari moderni, ai metodi di sicurezza dei nostri tempi, con le certificazioni migliori. E quindi questo riconoscimento ci riempie d’orgoglio: ci ha permesso di confrontarci e di renderci consapevoli della nostra qualità, non solo con i complimenti dei nostri affezionati clienti, ma con un riconoscimento fatto da esperti del settore.”
Ben venga la gentilezza e quel modo di trattare con le persone che sa di paese, quindi di rispetto e di placidità. Ben vengano i dolci che mangeresti fino a scoppiare, il pane che è fragrante e dall’aroma esclusivo e quell’odore di qualità, di garanzia. E ben vengano, quindi, anche i riconoscimenti.

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