Ultime Notizie

Turchia, liberati 38.000 detenuti: serve spazio per i golpisti

Le carceri turche sono eccessivamente affollate e non riescono più a contenere le oltre 35.000 persone accusate di avere cospirato e contribuito al colpo di stato che ha sconvolto il Paese lo scorso 15 luglio. Così, per ovviare al problema, il governo ha ben pensato di liberare 38.000 prigionieri comuni incarcerati prima del golpe. “Non si tratta di un’amnistia”, precisa il ministro della giustizia, Bekir Bozdag, ma di una conversione della pena. Coloro che hanno scontato almeno i due terzi della condanna saranno ritenuti idonei per la messa in libertà condizionata. Esclusi dal provvedimento i detenuti accusati di omicidio, stupro o crimini contro lo Stato, rassicura il ministro della giustizia. “È chiaro che i provvedimenti repressivi seguiti al golpe hanno sfruttato al massimo gli spazi delle prigioni ed ora è assolutamente necessario trovare ulteriori sistemazioni per i nuovi prigionieri”, commenta Mark Lowen, inviato della BBC ad Istanbul. Ed è ancora Lowen a sottolineare come dal 2002, anno della presa di potere di Erdogan in Turchia, il numero dei detenuti nelle 364 carceri del Paese sia addirittura triplicato aggirandosi attualmente ad oltre 187.000 unità.


Insomma, fuori i criminali e dentro gli oppositori al regime: tra questi, oltre a migliaia di militari, anche centinaia di giornalisti, giudici e, recentemente, circa cinquanta imprenditori accusati di avere rapporti con Fethullah Gulen, la presunta mente del golpe secondo le forze governative, che dagli Stati Uniti in cui risiede avrebbe progettato l’impresa in ogni dettaglio servendosi di un’estesa cerchia di sostenitori interni.


Intanto, la propaganda favorevole al regime alza il tiro e si prepara addirittura a girare un film epico sul golpe fallito. Protagonista sarà l’attore Necati Sasmaz che vestirà i panni di un agente segreto al lavoro per sventare un colpo di stato ordito da una squadra di criminali e traditori della nazione. Il finale lo conosciamo già: il buon governo riuscirà a liberare il popolo dal pericolo, punire i cattivi e assicurare al regno un duraturo periodo di pace e stabilità sotto la mano paterna del presidente.
Sulle motivazioni della decisione di realizzare un film di tale portata a meno di due mesi dall’accaduto la casa di produzione Pana Film afferma di avere deciso di portare avanti il progetto a seguito delle richieste del pubblico di vedere realizzata una serie tv sui drammatici fatti del 15 luglio. In realtà, il punto di vista col quale sarà sviluppata la narrazione non appare affatto imparziale.


Prima Pagina on line (www.primapaginaonline.org) - Testata registrata al Tribunale di Bologna, pr. n. 8292 del 06/03/2013. Sito progettato da Templateism.com Copyright © 2011

Powered by Blogger.