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La vita vera comincia a 40 anni

Quando si hanno 20 anni si è felici, sereni ed equilibrati. Ogni giorno ci si mette un bel sorriso addosso, e le difficoltà non sono mai troppo ostiche, troppo problematiche. No? Be’, forse c’è qualche errore in questa mia teoria. Io ho venticinque anni e sono la quintessenza dell’ansia e dell’isterismo. Lunatica e perennemente angosciata, vivo nella speranza che “da grande” – no ragazzi, sbagliate a pensare che io lo sia già – le cose cambino, portando un po’ di stabilità in questa mia vita inquieta.


Ora uno studio della University of California San Diego of Medicine mi dà un briciolo di speranza: la vita, quella vera e che si gode a mille, pare cominci dopo i 40. Sì, vero, ci sono più acciacchi… ma la felicità aumenta e lo stress diminuisce. Tra i venti e i trent’anni il punto è critico poi il percorso è in discesa.
Lo studio ha analizzato la salute fisica, le funzioni cognitive e altri indici di misura del benessere di tipo mentale e fisico. Le età dei partecipanti? Scelte in modo casuale. Quale modo migliore per fare una ricerca su ampia scala e senza intoppi?


Bene, addirittura le persone anziane hanno rivelato punteggi nei test sulla salute mentale molto più alti dei giovani. Malgrado le funzioni cognitive, ovviamente, fossero carenti – più o meno a seconda dell’età – l’umore era in alto: meno stress, più felicità, più soddisfazione.
La spiegazione? Potrebbe essere che, poiché gli anziani hanno avuto una vita intera per auto conoscersi, la saggezza fa in modo che si abbia una stabilità emotiva forte. Le decisioni e la socialità sono più facili da gestire, quando si è in pace con se stessi.

Federica Cabras

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