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Diritti dell’individuo, la maggior parte degli italiani si sente penalizzato dai controlli antiterrorismo

Sistemi di vigilanza sempre più moderni, metodi di controllo destinati a prevenire il terrorismo e l’illegalità che vengono utilizzati ogni giorno sia on line che nella realtà spesso diventano dei limiti allo stile di vita individuale. La maggior parte degli italiani dichiara di sentire queste forme di controllo applicate all’intera società come un peso che vincola scelte e abitudini, ma anche il modo di lavorare e di pensare all’impresa: a ritenere che impianti di videosorveglianza presenti ormai in quasi tutti i centri abitati o nei luoghi pubblici – necessari a ridurre microcriminalità e atti vandalici - ma anche le misure antiterrorismo facciano avvertire una perdita dei diritti fondamentali è il 53% della popolazione della penisola (dati Censis), mentre un numero inferiore di persone non si sente in alcun modo danneggiato da questi metodi di vigilanza. 



La situazione internazionale sovente scossa da attentati a opera di forze estremiste ha richiesto un intervento deciso da parte del Governo italiano che ha avviato una serie di provvedimenti volti a prevenire ogni possibile atto di questo tipo: in questo contesto è facile comprendere come la vigilanza rafforzata durante manifestazioni ed eventi che attirano un vasto pubblico possano essere percepiti come restrizioni ad alcuni comportamenti abituali.
Il clima di incertezza dovuto alla crisi economica e una certa tendenza a considerare le Istituzioni incapaci di garantire reali soluzioni a problematiche civili e sociali sono alcuni dei fattori che condizionano non solamente il modo di intendere le libertà individuali, ma anche la nascita di nuove attività produttive in genere incentivate da fiducia e prospettive positive in ambito finanziario. 


Negli ultimi tempi in Italia si è assistito anche all’aumento dei controlli in ambito fiscale che di certo limita alcune azioni nel campo dell’imprenditoria, ma anche nel commercio: tra 2015 e primi mesi del 2016 ci sono state sanzioni per 433 milioni di euro a intese e cartelli e pratiche per 70 milioni a favori dei consumatori. 


Odette Tapella

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