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I Fiori dell’Arte: un viaggio artistico da Caravaggio a Van Gogh



Quando osserviamo la bellezza della natura spesso ci viene voglia di immortalarla in una fotografia, molto semplice per la società contemporanea 2.0 immersa tra social-network, per poi condividerla con amici e parenti. Lo stesso discorso vale per la pittura e la scultura.

Da sempre l’arte eleva lo spirito e accende le sensazioni positivi degli esseri umani in quanto i dettagli catturati dall’artista arricchiscono una tela, o sono modellati su un materiale, raccontando storie e sentimenti unici rappresentati poi nella scena che osserviamo. Fiori, corolle, prati, nature morte e paesaggi bucolici, dalle epoche primitive ai nostri giorni, hanno incantato lo sguardo di pittori e artisti internazionali

Ogni elemento rappresentato in un quadro non è fine a se stesso, ad esempio ogni fiore ha un significato diverso in base al colore e ai personaggi che si trovano intorno ad esso. La rosa, in certi contesti, è il simbolo d’amore o del martirio di sovente attribuita a Maria e alle atmosfere celestiali e alla purezza; in altri casi, se rappresentata accanto a Gesù, può evocare la Passione e la morte sulla croce. Un altro fiore delicato ed elegante è il giglio sinonimo di fertilità, bellezza e spiritualità spesso offerto da Cristo ai santi o affibbiato alla figura di San Giuseppe. 

Gli elementi floreali sono quasi sempre accanto alle donne esaltando la loro bellezza, come in ‘Allegoria dell’estate’ (XVII secolo) di Astolfo Petrazzi, oppure sono disposti dentro a un vaso diventando gli unici protagonisti dell’arte.












In ‘La Fiasca fiorita’(1615-1620), di misteriosa attribuzione forse del Caravaggio o Cagnacci, troviamo l’emblema della natura morta di tutti i tempi. 


















Di tre secoli successivi sono invece i mazzi di rose, l'aria malinconica e colori pastello che abbelliscono l’opera di Lawrence Alma-Tadema ‘A summer offering’(1911). Atmosfera bohemiénne e raffinatissima in cui qui l’elemento floreale assume un’intensità e un’originalità estetica maggiore rispetto a una pittura convenzionale. 












In pieno periodo barocco rientra la ‘Flora’ di Rembrandt sicuramente eccessiva negli abbigliamenti, formosa, la quale tiene sul braccio sinistro un mazzo di fiori meno rigogliosi rispetto all’opera di Lawrence Alma-Tadema, degli inizi del XX secolo, dipinta in piena stagione estiva brillante e fervida. 

















Durante il 1700 il tema floreale sembrerebbe scomparire, mentre il XIX secolo vede una riscoperta prepotente dei movimenti romantici, realisti, impressionisti e simbolisti negli ambienti en-pleine-aire, basti pensare Renoir, Cézanne, Monet, Manet, Hayez, Delacroix o Klimt. 

Opere del calibro di ‘Fiori in un vaso’(1885) di Cézanne, e ancora il celeberrimo ‘Vaso con girasoli’(1888-1889) di Van Gogh ci fanno riassaporare l’incanto e lo splendore di un’arte autentica immortalata gioielli artistici mondiali messi alla portata di tutti. 

















 Delicatissimo e raffinato è il quadro di Giuseppe Pennasilico ‘la Giardiniera’(1892) in cui la giovane donna vestita con un umile abito celeste polvere viene rappresentata sul pianerottolo di una scala, probabilmente, spostando i vasi di alcune piante da un’altra ala dell’abitazione.

















La natura come una bella donna ha bisogno di essere amata, rispettata e ammirata nelle sue sfumature più naturali e semplici. Catturando la privata essenza, a volte, vibrante dalla luce calda della bella stagione o fredda e intima del periodo autunnale.

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