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L'Italia e i migranti: siamo davvero un Paese accogliente?

“Siamo profughi, siamo migranti, siamo persone senza una casa e un posto dove dormire la notte. Siamo noi, occhi spenti e pieni di lacrime amare scese sul nostro volto per decine di volte. Siamo noi, sono io, e sei tu, una persona con i tuoi stessi diritti umani, e sono anche una mano che nel momento del bisogno ti chiede aiuto”.

Queste sono le parole che molti migranti (termine usato spesso in modo spregiativo) oserebbero dire se solo sapessero parlare la nostra lingua, queste sono le vere parole che ognuno di loro vorrebbe pronunciare in risposta a molte accuse.


Per troppo tempo si è osato parlare di loro come esseri umani privi di un’anima interiore, senza sentimenti, “bestie”, che non fanno altro che portare danni e problemi alla nostra nazione, la loro presenza in qualche modo inquina il nostro ambiente, pentendoci quasi di aver concesso loro un letto accogliente su cui potersi adagiare e un piatto caldo con cui potersi nutrire.
Abbiamo combattuto, lottato quasi, con proteste, manifestazioni, per mandare via queste persone dal nostro Paese, viste come criminali e delinquenti, che non hanno fatto altro che portare con sé tutte le loro disgrazie, senza renderci conto di quante vite umane stessimo mandando direttamente alla morte, senza un minimo di rimorso.
Abbiamo avuto il coraggio di considerarci come un Paese accogliente, rispettoso nei confronti delle altre etnie, ma poi, alla prima occasione, non abbiamo fatto altro che sfogare le nostre frustrazioni su coloro che hanno avuto il coraggio, la forza, e la voglia di vivere, oltrepassando oceani, e mari, andando contro la corrente, e cercando di dare un senso a quella vita ormai oscura e piena di sangue.
Hanno avuto la dignità e l’intelligenza di volersi salvare dai disastri che noi stessi abbiamo creato, dai crimini che continuiamo a compiere nelle loro terre, rifornendo di armi il nemico, solo per un nostro ego personale, giustificandoci dicendo che lo facciamo solo per i nostri figli, per avere dei soldi in più in tasca. 
Ma noi, esseri umani, abbiamo rovinato la vita di questi “migranti” che sono persone come noi, che cercano una casa, un posto dove dormire in tranquillità senza aver paura di essere uccisi il mattino seguente, senza nessuna preoccupazione, e noi, come tali, abbiamo l’obbligo di aiutarli per poterci pulire, in parte, del sangue con cui ci laviamo le mani, ogni giorno.

Jasmine Katanchi

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