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Biblioteche sui social network, un modo veloce per comunicare e informare l'utenza

Scordatevi l'immagine delle biblioteche come luoghi polverosi dove trascorrono i pomeriggi solo studiosi attempati: come molte altre istituzioni culturali, anche le sedi in cui vengono conservate intere collezioni di libri e volumi hanno trovato un posto nell'universo social, in cui condivisione e interazione la fanno da padrone. 



Il processo di digitalizzazione ha reso necessarie delle modifiche anche al modo tradizionale di concepire il patrimonio librario che deve essere reso fruibile a un vasto pubblico in modo immediato e semplice, caratteristiche che sono proprie di canali come Facebook e Twitter: le biblioteche italiane, da quelle nazionali - in cui sono catalogati tutti i libri pubblicati nel corso dell'anno - fino a quelle comunali in cui spesso sono conservati volumi di particolare importanza per la storia locale, fanno sempre più uso dei social network per comunicare con l'utenza, informandola sui servizi disponibili, ma anche per far conoscere le raccolte e le collezioni che possono essere consultate, in modo da diffondere il sapere attraverso i nuovi strumenti tecnologici. 


Molte biblioteche si stanno dotando proprio in questo periodo di account e pagine su Facebook, Twitter, Instagram e Pinterest, spazi in cui pubblicare foto degli eventi e delle iniziative che sempre più spesso vengono proposti in questi poli culturali, ma anche per permettere agli utenti di scambiarsi opinioni e commenti sulle novità librarie o su determinati fondi disponibili in consultazione; un altro obiettivo è promuovere la lettura tra tutte le fasce d'età.
Sovente queste attività on line sono ostacolate dalla normale gestione delle biblioteche che gravita ancora attorno al prestito, soprattutto in realtà in cui le sedi sono aperte solo saltuariamente e tutto il lavoro di catalogazione e sistemazione dei volumi viene svolto dal solo bibliotecario. 
Un processo, quello dell'apertura a forme di comunicazione sul web, favorito in gran parte dal dibattito sul ruolo delle biblioteche nell'era digitale: le pagine dei social possono diventare dei veri e propri centri di aggregazione in cui giovani e meno giovani si incontrano virtualmente e si scambiano opinioni, creando un circuito di diffusione della cultura che favorisce pure la crescita e la trasmissione dei saperi tra generazioni. 

Odette Tapella

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