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Cinema e Audiovisivo, ecco cosa prevede il ddl Franceschini

Incentivi per la ristrutturazione delle sale cinematografiche e l’apertura di nuove, un fondo specifico per finanziare i progetti che riguardano le riprese e le attività audiovisive, valorizzazione del talento dei giovani, delle startup e dei festival di qualità, oltre all’avvicinamento dei ragazzi delle scuole all’industria dello spettacolo sono alcune delle novità introdotte dal Disegno di legge sul Cinema che è stato approvato dal Senato (si attende solo l'approvazione della Camera) e servirà a garantire a questo settore nuovo impulso, mettendo a disposizione risorse costanti derivanti per la maggior parte dagli introiti della programmazione e trasmissione televisiva e cinematografica, ma anche da imposte come l’Ires e l’Iva. 



Con questo provvedimento il Governo ha voluto sostenere uno dei comparti del made in Italy che ha reso famosi molti attori e registi del Belpaese ed è in grado di presentare uno dei maggiori festival cinematografici del mondo, quello di Venezia. Dall’anno prossimo l’industria del cinema italiana potrà accedere a un fondo di 400 milioni di euro all'anno a cui si prevede di aggiungerne altri 150, provenienti, come già detto, direttamente dalla contribuzione pubblica. 
La normativa prevede poi che i finanziamenti vengano assegnati in base all’interesse culturale dell’opera e della risposta del pubblico nei confronti di una pellicola o un film: a seconda al successo ottenuto in sala, i premi ricevuti e la diffusione i produttori riceveranno i contributi per realizzare nuovi progetti. Il Governo intende anche favorire la digitalizzazione del patrimonio cinematografico italiano e la valorizzazione di quelle sale di interesse storico che potranno essere tutelate con il vincolo della destinazione d’uso. 


Ulteriori modifiche al sistema attuale riguardano la nascita del Consiglio superiore per il cinema e l’audiovisivo (al posto della sezione cinema della Consulta dello spettacolo) che si occuperà della definizione delle linee guida principali da attuare nel settore, metodi più trasparenti nella programmazione televisiva e cinematografica e l’abolizione della censura di Stato che sarà sostituita dal giudizio e dalla classificazione degli stessi operatori del settore. 

Odette Tapella

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