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Haiti, è allarme colera

Dopo la devastazione dell'uragano Matthew che ha portato via interi villaggi e ha raso al suolo case, scuole, ospedali, edifici pubblici e anche quegli edifici che dovevano essere sicuri, l'incubo di Haiti adesso si chiama colera.



Uno degli uragani più violenti degli ultimi 50 anni
La malattia è dovuta alle scarse condizioni igieniche e di conservazione dei cibi che ci sono sulla piccola isola caraibica e soprattutto all'acqua contaminata che viene bevuta ogni giorno dai tanti haitiani che non hanno accesso all'acqua potabile. Anche negli ospedali c'è assoluto bisogno di pastiglie per la potabilizzazione dell'acqua e di disinfettanti per tenere sotto controllo la malattia che è diventata ormai endemica e sta già facendo le prime vittime soprattutto tra i bambini, vittime che si aggiungono alle 900 causate dall'uragano.
Si teme che un'epidemia di colera fuori controllo possa aggravare a dismisura il bilancio delle vittime di Matthew e alcune organizzazioni non governative stanno preparando i primi aiuti; intanto sull'isola rimane il caos e ci sono oltre 21000 sfollati e più di 350000 persone complessivamente che non hanno più niente e non possono tornare alle proprie case, totalmente bisognose di assistenza.


I bambini sono i più esposti perché le loro difese immunitarie sono deboli e i batteri contenuti nell'acqua contaminata provocano danni enormi al loro piccolo organismo; vomito e dissenteria grave sono solo i sintomi più evidenti. Un operatore sanitario di un ospedale di una cittadina non lontana dalla capitale ha detto che pastiglie per la potabilizzazione dell'acqua, medicinali efficaci e sieri specifici sono le cose che servono più urgentemente per curare tutti gli haitiani feriti dall'uragano e malati e che in tutte le strutture sanitarie ormai la situazione è al collasso.
Il piccolo Stato caraibico non era ancora riuscito a riprendersi dal terribile terremoto che l'aveva duramente colpito nel 2010 e adesso si trova ad affrontare i danni di uno degli uragani più violenti degli ultimi 50 anni. Molte persone, forse più di 55000, ancora vivevano nelle tende e nelle baracche messe insieme dopo il sisma e dopo il passaggio di Matthew sono nuovamente senza niente e senza un posto dove andare.

Le poche case che sono state ricostruite non hanno retto all'uragano e si sono sbriciolate senza lasciare scampo ai loro abitanti; molti haitiani danno la colpa ai materiali utilizzati molto scadenti, ma comprati a caro prezzo come idonei. 


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