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Il giullare letterato del Novecento si spegne. Ciao Dario Fo!

Dario Fo, classe 1926, si è spento oggi a 90 anni. È stato un eclettico drammaturgo, attore, regista, scrittore, pittore e vincitore del Premio Nobel per la Letteratura nel 1997. Egli si distingueva per la sua vena teatrale comica, tratta dallo stile della commedia dell’arte all’italiana, si destreggiava in qualità a volte di attore, altre in regista e sorprendentemente anche in veste di scenografo o costumista. Lo stile pungente satirico si abbracciava al suo impegno nella politica di sinistra insieme alla moglie Franca Rame



Ubriaco di vita, anticlericale, polemico e sagace: è stato questo Dario Fo per l’Italia. Aveva da poco presentato il suo ultimo libro Darwin dedicato al padre dell’evoluzionismo e si destreggiava anche nell’esposizione di dipinti, opere grafiche, bassorilievi da allegare alla sua ultima fatica letteraria. 
Indimenticabile sarà il grammelot, lingua inventata presente in Mistero Buffo, protagonista nelle sue opere più importanti, code mixing di dialetti locali, neologismi e lingue straniere. Negli anni Cinquanta egli si propose alla radio con una raccolta di monologhi surreali intitolata Poer Nano andata in onda per la prima volta nel 1952. Con loro reciterà la bellissima e affascinante Franca Rame, sua compagna di vita. 
Da questo momento in poi i due saranno una coppia sentimentale ma anche teatrale e lavorativa, i loro progetti più importanti si immergeranno nelle pièces tanto quanto nella conduzione televisiva di Canzonissima nel ’62, poi saranno censurati dalla Rai a causa degli sketch a sfondo sociale sul malaffare e le morti bianche presentati nel programma, e torneranno solo nel ’77. In questo lasso di tempo, entrambi lavoreranno in Settimo: ruba un po’ meno (1964), La colpa è sempre del diavolo (1965) ma anche nella canzone insieme a Enzo Jannacci. 
Da sempre il teatro è stato lo specchio della società, tant’è che in Morte accidentale di un anarchico (1970), Non si paga, non si paga (1974), Pum, pum! Chi è? La polizia (1972) o Il Fanfani rapito (1975) egli raccoglieva i fatti di cronaca più salienti per l’epoca. Nel 1973 Dario Fo fu arrestato in Sardegna per resistenza a pubblico ufficiale durante la replica di Guerra di popolo in Cile con conseguente rapimento e violenza a Franca Rame da parte dei fascisti. 


Anche se già nel ’75 aveva ricevuto una nomina come esponente influente nella letteratura internazionale, solo nel 1997 riceverà l’ambito Premio Nobel. Nel ’99 realizza alcuni cult: Lu santo jullare Francesco, Ubu rois, Ubu Bas e L’anomalo Bicefalo negli anni Duemila (in cui volte una polemica satira verso la figura di Berlusconi); deliziose sono le biografie di artisti da Leonardo a Mantegna o i romanzi La Figlia del Papa, Un uomo bruciato o Razza di zingaro
Emozionato e visibilmente scosso nel 2013 per via della perdita della sua Franca, continua a lavorare in televisione tanto quanto nella scrittura.
Protagonista indiscusso del Novecento, questo giullare 2.0 sarà ricordato per sempre dal nostro Bel Paese. 

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