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La grande fuga da Mosul

Mentre la grande battaglia per la riconquista della città irachena di Mosul si avvicina e gli uomini in nero del Califfato sono sempre più stretti come in una morsa dall'accerchiamento di esercito regolare iracheno, forze curde dei Peshmerga, milizie sciite di supporto e forze speciali statunitensi, la vita della popolazione civile sta diventando sempre di più un incubo.



Un disastro umanitario
Migliaia di persone stanno scappando e si ritrovano ammassate in enormi campi profughi sovraffollati e malsani e insicuri, con condizioni igieniche disastrose e l'assoluta mancanza di ogni genere di prima necessità. Cibo e medicinali, e anche l'acqua potabile sono razionati e non bastano a soddisfare le esigenze di tutti; donne e bambini si stanno ammalando per avere bevuto acqua contaminata da sostanze inquinanti altamente tossiche.
La vita nei campi è un vero inferno e si calcola che prima della presa di Mosul potrebbero essere oltre un milione le persone che dovranno necessariamente essere accolte nei campi profughi e questo porterà le strutture al collasso prima che possano arrivare nuovi fondi e nuovi materiali, perché la battaglia per riprendere il controllo della città potrebbe durare anche molti mesi.
Secondo l'Unicef, l'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di bambini, oltre la metà di coloro che si rivolgono ai campi sono bambini, molto spesso soli perché i loro genitori hanno perso la vita sotto le bombe, e hanno urgente bisogno di cure mediche e psicologiche e di potere giocare e studiare in spazi pensati apposta per loro con personale formato nel modo corretto.


Molti bambini sono denutriti e sui loro piccoli corpi si vedono tutti i segni delle gravi carenze di cui soffrono e nei loro occhi c'è tutto l'orrore di una guerra che non capiscono: per questi piccoli la vita nei campi deve essere il più possibile serena ma con il caos attuale rischia di essere un altro inferno di fame, malattia e sfruttamento uguale a quello che si sono lasciati alle spalle.

Mentre ai più alti livelli si discute sul futuro dei territori che vengono strappati al sedicente Stato islamico, ci sono milioni di persone che gridano aiuto ma che non vengono ascoltate. 

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