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R1 - Your Personal Humanoid: il primo robot domestico

Realizzato da un esperto team di ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia, R1 - Your Personal Humanoid è il primo robot italiano concepito per operare in ambienti domestici e professionali. Costerà inizialmente come una piccola automobile o una tv di nuova generazione ma in futuro potrà essere acquistato con poche migliaia di euro. Nei prossimi 12-18 mesi sarà implementata la sua produzione e commercializzazione su vasta scala. Entrerà presto nelle nostre vite quotidiane assistendo gli anziani a domicilio oppure i viaggiatori nelle stazioni o negli aeroporti. 


R1 - Your Personal Humanoid è stato realizzato in soli 16 mesi da una squadra di 22 tecnici dell’IIT con età media di 37 anni guidati da Giorgio Metta, già padre del robot iCub, con la collaborazione di progettisti industriali, industrial & graphic designer, esperti di entertainment e illustratori.

Il nuovo umanoide ha un busto allungabile e un’altezza variabile dai 125 ai 140 centimetri, pesa 50 chili e le sue braccia si possono estendere di 13 centimetri in avanti, per raggiungere oggetti lontani. Il torso, oltre a muoversi in alto e in basso, può anche girarsi lateralmente, mentre le ruote permettono a R1 di raggiungere una velocità di due km/h, determinata dai progettisti come limite di sicurezza. La batteria consente al robot di avere un’autonomia di circa tre ore e per caricarlo è sufficiente collegarlo a una presa elettrica di casa tramite un alimentatore, proprio come un comune elettrodomestico.


Il volto di R1 è costituito da uno schermo LED a colori brevettato dall’IIT che ospita una serie di sensori per la visione, per la percezione dei suoni e per l’equilibrio, mentre nella pancia sono disposti i tre computer che rappresentano la “centralina di controllo” dei suoi movimenti e delle sue prestazioni. Una scheda wireless permette inoltre a R1 di collegarsi alla rete di internet, per ricavare informazioni utili alla sua interazione con l’uomo o per aggiornare il suo software, beneficiando anche del contributo di tutti i ricercatori che operano nel campo della robotica umanoide grazie ad alcune parti open source.
Le mani e gli avambracci sono infine rivestiti di una pelle artificiale, ovvero di un sensore che conferisce al robot il senso del tatto, permettendogli di “sentire” l’interazione con gli oggetti. Il disegno delle mani del robot è stato semplificato per garantire robustezza e costi contenuti, pur consentendo l’esecuzione di semplici operazioni domestiche. Queste hanno infatti la forma di due guanti a manopola (muffola), con un polso sferico, grazie a cui il robot può sollevare pesi fino a 1,5 chili e chiudere completamente la presa attorno ad oggetti cilindrici come bottigliette e bicchieri. Per rispondere agli standard di sicurezza, infine, tutti i motori di R1 sono dotati di una sorta di “frizione” che controlla il movimento del robot, attenuandolo nel caso di urti.


Il successo italiano di R1 è dovuto anche all’esperienza maturata dai ricercatori dell’IIT con iCub, il robot “bambino” ideato dallo stesso Giorgio Metta. Rispetto a iCub, tuttavia, R1 presenta alcuni importanti elementi di unicità, come lo studio delle reazioni umane durante l’interazione con l’uomo, lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale (IA) direttamente sull’umanoide e il corpo robotico di nuova concezione, costituito per il 50% da materiali plastici. 
Cos'altro aggiungere? Benvenuti nel futuro!

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