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Dal Regno Unito alla Sicilia: la storia della coppola

Il copricapo è uno degli accessori d’abbigliamento più utilizzati al mondo. Bisogna fare una distinzione netta fra cappello e berretto: il primo è elegante e sottolineava le personalità aristocratiche del secolo scorso e non solo, ma col tempo fu indossato nei giorni festivi dalla classe sociale borghese (i più utilizzati furono il fedora, la bombetta e il cilindro). Discorso diverso merita il secondo perché la storia del berretto nacque nel Regno Unito durante il XVIII secolo e in pochissimo tempo arrivò anche in Italia. Molto più semplice da portare, a differenza del cappello, venne usato soprattutto per il lavoro o per andare a caccia. A differenza di una bombetta, il cappello presenta una forma meno rigida e presenta una texture molto più morbida e informale. 
Tra i copricapi maschili citiamo anche l’affascinante coppola. Parte integrante dell’abbigliamento siciliano tradizionale, fino a poco tempo fa, veniva utilizzato dalla nobiltà inglese nel Settecento.

La coppola indossata da Al Pacino e Franco Citti ne "Il Padrino"

L’origine della parola coppola è probabilmente una traslitterazione del termine inglese cap che significa berretto. Vi è una seconda scuola di pensiero sull’origine etimologica del termine riconducibile al latino ‘caput’ nonché testa. Inizialmente questo berretto era in tweed, poi fu prodotto in velluto e divenne popolare in breve tempo. 
Prima dello sbarco della coppola in Sicilia, il popolo riparava la testa con dei copricapi simili ai fez marocchini ed erano dotati di una parte rigida conica che presentava un ‘giummo’, pendente, nero. Con l’arrivo della cap britannica, avvenuto nella seconda metà del XIX secolo, il suo uso spopolò grazie anche alla nascita dell’automobile. Grazie alla visiera, non presente nei fez, permetteva al guidatore di riparare gli occhi dal sole e dalla pioggia dato che le prime auto erano decappottabili. 


La coppola, apprezzata da molti uomini, è oggi il simbolo indiscusso del folklore e della cultura sicula. Purtroppo agli inizi del '900 divenne l’emblema della figura mafiosa, soprattutto la versione in nero, insieme al vestito con il gilet e ai pantaloni scuri. 
In molti paesi dell’entroterra siciliano, tra le vie impervie di ciottoli e case disposte come presepi, è possibile godere della vista di alcuni uomini che indossano fieramente la coppola. Nella maggior parte dei casi essi sono figli della classe proletaria della metà del XX secolo e per loro quest’accessorio riflette un’identità culturale ed etnica che non ha nulla a che vedere con le tendenze della moda.
Oggigiorno nei negozi vintage o nelle boutique radical-chic è possibile acquistarne di ogni tipo e tessuto perché gli stilisti lo hanno reso uno dei must-have più apprezzati in tutto il mondo.

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