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Elezioni USA, “Trump come Hitler”. Il post di un cittadino tedesco che fa il giro del mondo

“Cari cittadini americani, voltate pagina, votate per l’uomo che parla a gran voce, che odia le minoranze, che minaccia di imprigionare i suoi oppositori, che annuncia di essere il solo a poter mettere a posto ogni cosa. Come potrebbe mai sbagliarsi?”. Così comincia un post pubblicato lo scorso venerdì su Twitter da un cittadino tedesco, Johan Franklin, che firma il messaggio a nome del “popolo tedesco”. Un post subito diventato virale, che ha trovato una tale condivisione e diffusione in rete da andare di gran lunga oltre le aspettative dell’autore. Sì, perché il bersaglio polemico dello scritto, come molti immagineranno, è lui, l’uomo al momento più chiacchierato, amato e odiato d’America: Donald Trump. Una polemica velata, un messaggio nascosto tra le righe che tuttavia non è passato inosservato: Donald Trump come Adolf Hitler. L’uomo forte dall’accattivante capacità retorica che riuscì a plagiare intere generazioni di tedeschi e a scrivere una delle pagine più nere della storia. 
Ma che c’entra Hitler con Trump? Per quanto la vena intransigente ed il carattere deciso siano due delle caratteristiche identificative del concorrente repubblicano alla Casa Bianca, il paragone è sembrato a molti paradossale. Lo stesso autore però chiarisce, in un’intervista alla BBC, che la sua voleva essere soltanto una provocazione. Uno scherzo, quindi? No, piuttosto un’osservazione satirica sul “clima di odio e rancore” che ha caratterizzato la campagna per le presidenziali americane. E non solo in TV attraverso la battaglia condotta senza esclusione di colpi da parte dei candidati e dei loro staff. Consulente informatico che lavora tra Amburgo in Germania e San Diego in California, Franklin si dice preoccupato soprattutto per le frasi sprezzanti e violente spesso postate sui social dal popolo americano. Di qui l’incipit conciliante: “Cari cittadini americani”.



“So che il paragone con Hitler è stato piuttosto crudele,” ha spiegato alla BBC, “ed in effetti non ha molto a che fare con Trump. Tuttavia è impressionante vedere come dopo ciò che ha detto e fatto le persone continuino a seguirlo”. E continua così: “Non si può certo paragonare Trump o qualcun altro al mostro che è stato Hitler. Però non posso fare a meno di notare la grande somiglianza tra il modo in cui Trump e Hitler hanno ammassato consensi attorno a sé a dispetto di tutte le spie che indicano che non tutto ciò che fanno o dicono sia giusto”. Una polemica, insomma, nata da un profondo senso della storia unita ad una sincera preoccupazione per l’atmosfera pesante e rancorosa che ha caratterizzata quest’ultima tornata elettorale americana. E Franklin, che in California lavora da anni, ne ha percepito gli effetti più pericolosi. “Ogni volta che ho fatto un viaggio all’estero mi è stato chiesto come abbiamo potuto noi tedeschi seguire Hitler tra gli anni '30 e '40, come abbiamo potuto non capire ciò che stava facendo. Io sono cresciuto con dei nonni che hanno vissuto il nazismo e che mi hanno spesso raccontato di sentire su di sé quel senso di colpa collettiva condivisa da tutti i tedeschi. Una colpa nata dal fatto di non aver fermato Hitler quando ne hanno avuto la possibilità”. 


Il messaggio di Franklin è stato condiviso da molti sostenitori di Hillary Clinton che non hanno perso l’occasione per strumentalizzarne la portata polemica a favore della candidata democratica. Tuttavia, non poche critiche sono seguite al post, non solo per il paragone velato con il Fuhrer, ma soprattutto dovute al fatto che Franklin ha firmato il messaggio a nome del popolo tedesco. “Interessante notare come tu ti sia nominato portavoce dei cittadini tedeschi”, commenta sarcasticamente un utente. “Dovremmo votare piuttosto per una donna che ammira la Merkel e la sua politica delle porte aperte? Come sta andando da voi in Germania?”, ribatte un altro, polemizzando sulla questione immigrazione. Molti sono i tedeschi che hanno commentato il post. Tra questi, Udo Budding, residente a Berlino, che ha condiviso il messaggio sostenendo che lui stesso “non avrebbe saputo dirlo meglio”.


La tensione resta, dunque, alta non solo negli Stati Uniti ma in tutto il mondo. Le elezioni americane, infatti, saranno determinanti per la risoluzione di problemi di interesse globale, a partire dalla guerra in Siria e dalla questione ambientale.

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