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Gli italiani spendono in modo più consapevole e cercano di ridurre gli sprechi

Il risparmio come fattore di sicurezza e di crescita economica e sociale per il Paese. È questo in sintesi il risultato dell’indagine svolta da Ipsos in collaborazione con l’Acri (un’associazione che rappresenta le fondazioni bancarie) in occasione della Giornata del risparmio che si è svolta lo scorso 28 ottobre. Durante l’evento sono stati presentati i risultati di un’indagine sull’importanza della gestione consapevole delle risorse monetarie nello sviluppo della società: il campione era composto da 990 persone maggiorenni di ambo i sessi che si sono espresse sulla situazione economica italiana, sull’euro e la necessità di accantonare qualche soldo per vivere più tranquillamente. 




La ricerca ha evidenziato lo scetticismo degli italiani verso una risoluzione in tempi brevi della crisi, ma allo stesso tempo ha permesso di rilevare una maggiore propensione al risparmio e alla riduzione degli sprechi, comportamenti volti a un consumo sostenibile di prodotti e risorse. 

La situazione economica dell’Italia non è proprio positiva con un PIL in sensibile aumento rispetto allo scorso anno e segnali di ripresa nel sistema produttivo che però è ancora riuscito a decollare. Il 51% dei soggetti che hanno partecipato al sondaggio si è dichiarato abbastanza soddisfatto della propria condizione economica, dato che però è inferiore a quello dello scorso anno, quando il valore era del 55%; negli ultimi due o tre anni il 45% delle famiglie ha mantenuto con qualche difficoltà il proprio tenore di vita, ma è aumentato il numero delle coppie con figli che vivono in condizioni di disagio: nel 2016 i nuclei familiari colpiti dalla crisi sono il 28%, +3% rispetto al 2015. 
Inoltre, se i giovani ritengono che il futuro sarà positivo, in molti pensano che gli effetti della crisi si protrarranno ancora per altri 5 o 10 anni. 


La propensione al risparmio degli intervistati è moderata e infatti viene delineata una situazione in cui gli italiani preferiscono non rinunciare ai propri desideri per accantonare denaro; nel 2016 si è però registrato un aumento delle famiglie che sono riuscite a risparmiare (40%), mentre il 34% ha consumato tutto il reddito. Quest’anno è anche aumentata la propensione al risparmio delle famiglie italiane: la maggior parte dei nuclei familiari è in grado di sostenere una spesa imprevista di mille euro con fondi propri. La maggior parte delle persone che hanno partecipato alla ricerca preferisce avere a disposizione una certa liquidità e investe moderatamente per via dei rischi di certi prodotti finanziari, ma soprattutto a causa dalla scarsa conoscenza delle dinamiche del mercato e della percezione di scarsa tutela dei risparmiatori. 
Sul piano dei consumi la gente spende di più in beni di prima necessità come alimenti e prodotti farmaceutici e meno nella cura di sé e in intrattenimenti e divertimenti.
Per gli Italiani risparmio vuol dire ridurre gli sprechi e quindi spendere più consapevolmente, un modo di pensare che condividono pure i giovani tra i 18 e i 30 anni che sono disposti a mettere da parte qualche soldo per il proprio futuro.
In generale gli italiani hanno poca fiducia nell’Unione europea e dichiarano che l’Euro è uno svantaggio; la maggior parte degli intervistati pensa che l’Ue debba avere una propria Costituzione per rafforzare la politica monetaria e che il Brexit abbia dato un duro colpo alle istituzioni dell’Europa unita.

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