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Il silenzio è dolo: il singolo di Marco Ligabue

Il silenzio è dolo è il titolo di un progetto socio musicale, nonché il sottotitolo del libro di Ismaele La Vardera. Una canzone di denuncia contro tutte le mafie. Scritta dal cantautore di Correggio Marco Ligabue, dopo che lo stesso ha conosciuto la storia di denuncia di Ismaele. Lo stesso dichiara: “Ho conosciuto Ismaele durante un mio concerto a Palermo. In lui ho visto la storia di riscatto di un giovane siciliano, una storia che ho raccontato in versi e che ormai da un anno portiamo in giro per le università e le scuole di’Italia”. Marco nel suo progetto ha coinvolto Lello Analfino frontman dei “Tinturia” e Othelloman, rapper palermitano. Insieme hanno registrato e realizzato un brano che è diventato una pietra miliare contro ogni forma di silenzio. A impreziosire il progetto la collaborazione fattiva di Valeria Grasso testimone di giustizia, che con la sua storia di donna impegnata contro la mafia di Palermo, ha dato un impulso fondamentale all’intero progetto.


Come nasce la canzone

Il 21enne presidente palermitano dell’Associazione Nazionale Verità Scomode, Ismaele La Vardera, si occupa di inchieste per il canale tv Telejato. Nell’ottobre 2014 fa un servizio sulla vicenda degli scrutinatori di Villabate (PA) selezionati in occasione delle europee del 25 maggio 2014. Il suo servizio viene successivamente ripreso dalla celebre trasmissione Le Iene, e subito dopo il sindaco di Villabate, Francesco Cerrito, il vicesindaco Francesco Giglio e gli assessori Giovanni Pitarresi, Rosanna Caruso e Giuseppe Mannino rassegnano le dimissioni. Ismaele La Vardera viene quindi premiato con l’Oscar della legalità e recentemente pubblica il libro intitolato “Le piccole cose fanno la differenza – il silenzio è dolo”.

Una volta appresi i fatti, Marco Ligabue decide di scrivere un brano su questo tema, che sarà incluso nel suo secondo disco da solista Luci (Le uniche cose importanti).

Il video
L’inedito è accompagnato dal video ufficiale uscito il 21 gennaio 2015 nel canale Youtube di Marco. Il filmato è stato girato da Francesco Giannini e Maurizio Bresciani, e montato da Riccardo Guernieri, ed è ambientato tra Palermo e Villabate. Alla realizzazione del videoclip hanno preso parte liberi cittadini, Ismaele La Vardera, la testimone di giustizia Valeria Grasso ed il giornalista nonché direttore di Telejato, Pino Maniaci. 



Il significato della canzone
Il brano è la denuncia artistica contro tutte le mafie, una proposta di legge, una campagna contro la criminalità organizzata. Il Silenzio è dolo e non d’oro, come vogliono farci credere: i mafiosi non vogliono infatti che si parli di mafia, ma il silenzio e l’omertà fanno solo danni e bisogna alzare la testa “uniti” contro questi criminali.

Testo della canzone

Mentre cercavamo soltanto
una vita più o meno normale
cresci da bambino in cortile
poi ti ritrovi al telegiornale
e se provi ad alzare la voce
e se provi a fare un pò di rumore
sai che ti ritorna al mittente
veleno che fa male
veleno che non può fermare

via, via da questo silenzio
da questo tempo rubato
ne ho bisogno urgentemente
via, via da questo tormento
via che non c’è più tempo
continuo e via per sempre

il silenzio è dolo
lailailailailà
il silenzio è dolo
lailailailailà, lailailailailà

tanto il passato è passato
troppo passato archiviato
puniti a testa alta
prendiamoci quel sogno
per via d’Amelio e per Capaci
per tutte quelle notti insonni
per la voglia di riscatto
che non passa anche se passano gli anni
che non passa anche se passano gli anni

via, via da questo silenzio
da questo tempo rubato
ne ho bisogno urgentemente
via, via da questo tormento
via che non c’è più tempo
ma saluto e via per sempre

il silenzio è dolo
lailailailailà
il silenzio è dolo
lailailailailà, lailailailailà

ormai siamo abituati a tutto
loro la chiamano normalità
dando la colpa agli altri come non ci riguardasse
come nessuno avesse la responsabilità
quello che conta è solo il tintinnio dentro le casse
non parlo delle batterie, parlo delle banche
non conti nella vita se non conti nelle stanze
bottoni che decidono, palazzi con cravatte
bottoni fra le giacche sopra le camicie bianche
tu lasciami capire quanto (va?) e cosa vuoi
io non resto zitto mentre uccidono altri eroi
siamo noi che viviamo, noi che vediamo
noi che dobbiamo riprenderci la vita in mano
otello a me segnano il futuro anche con la matita rotta
sparaci addosso si ma sparaci alla bocca
il silenzio è fatto troppo male, chiamalo omertà adesso
se voglio ? via perché ci porti via da quà

via, via da questo silenzio
da questo tempo rubato
ne ho bisogno urgentemente
via, via da questo tormento
via che non c’è più tempo
un inchino e via per sempre

il silenzio è dolo
lailailailailà
il silenzio è dolo
lailailailailà, lailailailailà

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