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Israele va a fuoco: non è escluso atto terroristico

80.000 le persone evacuate ad Haifa, la terza città più grande d’Israele. Un incendio di dimensioni enormi sta consumando la città e il Paese in più punti da ormai oltre tre giorni. È, infatti, dallo scorso martedì che il fuoco distrugge piante, alberi, abitazioni, animali e tutto ciò che incontra sulla sua strada. Le fiamme si sono levate ancora più alte a causa del forte vento che spira nel nord della città. Più di 130 persone sono finite in ospedale a causa delle inalazioni del fumo, ma molti sono già stati fortunatamente dimessi, come riportato dalla BBC. 300 studenti sono stati fatti evacuare da una scuola a Talmon, un piccolo insediamento israeliano in Cisgiordania.
Diversi paesi, tra cui Cipro, Russia, Croazia, Grecia, e Italia hanno già inviato i primi soccorsi, tra cui una serie di elicotteri per tentare di spegnere le fiamme.

L’incendio, causato da due mesi di prolungata siccità, minaccia anche Gerusalemme. Ma le autorità israeliane non escludono che possa essere stato incrementato da un atto doloso messo in atto dai terroristi palestinesi. “Se l’incendio è di natura dolosa ed è stato appiccato per diffondere il terrore noi ci comporteremo di conseguenza”, annuncia il capo della polizia israeliana. “Chiunque cerchi di bruciare parte dello Stato di Israele verrà severamente punito”.
Il ministro dell’istruzione Naftali Bennett, leader dell’ala destra gesuita, ha suggerito che dietro l’incendio possa nascondersi un coinvolgimento arabo o palestinese. “Solo coloro a cui il Paese non appartiene possono essere capaci di dargli fuoco”, scrive lapidario su Twitter. La frase scatena subito la reazione del presidente palestinese Mahmoud Abbas, che accusa gli israeliani di “approfittare dell’incendio per dare la colpa ai palestinesi”. “Stanno bruciando i nostri alberi e la terra della nostra storica Palestina”.

Sui social-media, intanto, compare e si diffonde in arabo un hashtag che recita “Israele a fuoco”, mentre su twitter altrettanti post in arabo esprimono piacere per quanto sta accadendo. Otto persone sono state arrestate a Israele in accordo con quanto comunicato dal Ministero della Pubblica Sicurezza. Pare, infatti, che la polizia abbia trovato materiali e liquidi infiammabili in alcune aree colpite dall’incendio. Migliaia di militari sono intervenuti nel tentativo di tenere sotto controllo la situazione.
Intanto, mentre gli animi dei cittadini sono divisi tra rammarico e paura, Israele si prepara nuovamente al terrore.

Anna Rita Santabarbara


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