Ultime Notizie

Mangiare carne e amare gli animali: la dissonanza cognitiva

Chi non si emoziona alla vista di un maialino festoso e simpatico? Di recente ho avuto modo di allietare la mia giornata con un porcellino che correva e inciampava in un letto; era bianco come la neve, aveva sì e no dieci giorni e un fiocco rosa nella testa ne esaltava la dolcezza. Be’, sì, qualcuno magari non avrà sorriso come ho fatto io, ma generalmente le persone tendono a emozionarsi alla vista di un cucciolo di animale, qualunque animale esso sia. 


Sono vegetariana? No. Assolutamente no. Probabilmente il giorno che ho visto quel video, ho mangiato del prosciutto oppure un pezzo di carne di maiale. Senza la carne non riesco a stare. So che negli allevamenti intensivi gli animali soffrono, e mi fa male pensarci; tuttavia, non ho mai escluso dalla mia tavola nessuna sostanza di provenienza animale. 


Cosa ci porta all’emozionarci davanti all’immagine di un maialino che zampetta su un letto senza condizionare la nostra alimentazione? Proprio questo si sono chiesti due ricercatori dell’Università di Oslo in Norvegia. Con uno studio che ha coinvolto più di mille volontari onnivori, hanno provato a comprendere i meccanismi di questo fenomeno. Il modo in cui viene presentata la carne, innanzitutto, conta molto: poiché ci rifiutiamo di vedere e sentire, se il cibo viene camuffato anche dal punto di vista fonetico è meglio. Ecco che i volontari hanno declinato molto più spesso cibi che venivano presentati come “mucca” e “maiale”, piuttosto che cibi chiamati “cotoletta” e “bistecca”. Inoltre, quando per distinguere i pasti veniva data un’immagine dell’animale relativo vivo, i volontari si sentivano molto meno certi di volerlo mangiare. Ovviamente, quando i ricercatori hanno servito piatti dove l’animale era intero – con la testa – i volontari non ne hanno voluto quasi mai sapere: l’empatia ha avuto la meglio. Insomma, dice Jonas Kunst, responsabile della ricerca: “Carni maggiormente lavorate rendono più facile distanziarsi dall’idea che essa provenga da un animale”. Meno una persona pensa all’animale vivo, più riesce a mangiare un piatto di carne con disinvoltura. Ciò che hanno scoperto, lo hanno catalogato come “dissonanza cognitiva”: ci piace, ma se non ragioniamo sulla sua provenienza è meglio.

Prima Pagina on line (www.primapaginaonline.org) - Testata registrata al Tribunale di Bologna, pr. n. 8292 del 06/03/2013. Sito progettato da Templateism.com Copyright © 2011

Powered by Blogger.