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Terremoto del 24 agosto: che fine hanno fatto i soldi donati dagli italiani?

Dopo l’ultima terribile scossa di terremoto di magnitudo 6.5 che ha fatto tremare l’Umbria e le Marche lo scorso 30 ottobre è stato nuovamente attivato il numero solidale 45500 attraverso cui è possibile donare due euro alle popolazioni colpite dal sisma. Il fondo è nato grazie ad un protocollo d’intesa tra il Dipartimento della Protezione Civile e gli operatori di telefonia fissa e mobile. Secondo tale accordo, il denaro raccolto verrà trasferito al Dipartimento della Protezione Civile che provvederà a nominare un "Comitato dei Garanti". Quest’ultimo, formato da persone “d’indiscussa moralità e indipendenza”, si occuperà di distribuire i soldi alle Regioni e a valutare progetti di ricostruzione di edifici pubblici ed assistenziali.
Il numero solidale è stato già attivato lo scorso 24 agosto e moltissimi sono gli italiani che hanno contribuito a dare un piccolo aiuto alle popolazioni colpite. Altre raccolte sono state inviate da Caritas, Croce Rossa ed altri enti.



Tuttavia, nonostante il buon cuore e la solidarietà dimostrata, la burocrazia ha mostrato nuovamente quanto siano complessi e farraginosi i suoi ingranaggi. Ad oggi, stando a fonti locali, le famiglie e le popolazioni colpite non hanno ricevuto ancora un euro. Certamente sono stati supportati nei bisogni più immediati. Centinaia di pasti caldi sono stati distribuiti quotidianamente, coperte e tende si sono moltiplicate ovunque, furgoni e camion carichi di pacchi e beni di prima necessità sono arrivati da ogni dove. Aiuti che questa gente distrutta dal dolore ha accettato con gioia ma che non possono rappresentare assolutamente la risoluzione della loro drammatica situazione. Ciò che le famiglie chiedono, soprattutto quelle che in Valnerina avevano impiantato attività agricole e strutture ricettive, è un aiuto concreto e immediato. C’è bisogno di denaro, di alimentare e mettere in salvo il bestiame, di poter pensare che il terremoto non sia la fine di tutto. Ma la burocrazia resta sorda di fronte a questo grido di disperazione. I soldi continuano ad accumularsi in fondi che si gonfiano ogni giorno di più, le popolazioni colpite si rassegnano a pensare di poter contare solo su amici e parenti che si fanno in quattro per tentare di raccogliere fondi a livello locale. 



Mentre lo Stato fa progetti, mentre la burocrazia rallenta ogni cosa, mentre gli albergatori che hanno ospitato le vittime del sisma del 24 agosto in questi mesi ancora attendono il saldo di pagamento di agosto, settembre e ottobre, in Umbria e Marche gli allevatori colpiti e le famiglie distrutte lanciano appelli di disperazione. Chiedono di non essere dimenticati, chiedono di poter accedere subito agli aiuti offerti dai loro connazionali, chiedono di poter mantenere quel minimo di dignità che i loro volti fieri non hanno mai smesso di mostrare.
La ricostruzione verrà realizzata - promette Renzi - i container arriveranno addirittura entro Natale. Ma nel frattempo l’emergenza rimane e i conti delle famiglie restano asciutti.

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