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Via alla COP 22 a Marrakech

Oggi a Marrakech, in Marocco, ha preso la nuova conferenza sul clima, chiamata COP 22 che dovrà mettere a punto tutto quello che è stato deciso l'anno scorso a Parigi per limitare i cambiamenti climatici del nostro pianeta.



Si spera in una vera svolta
A Parigi si era fatto il punto sui cambiamenti repentini del clima che sono già in atto si erano elaborate alcune strategie per limitare il surriscaldamento del pianeta a 2 gradi centigradi rispetto all'anno 1990, preso come esempio. Gli studiosi di clima e i responsabili delle varie organizzazioni ambientaliste presenti alla conferenza avevano salutato le misure contro il clima impazzito prese a Parigi come una vera e propria svolta che faceva ben sperare in una vera volontà di impegnarsi per migliorare la salute del pianeta da parte dei governi dei Paesi che inquinano di più.
L'anno scorso vennero interpellati anche i rappresentanti delle popolazioni indigene che vivono nelle aree più remote del pianeta e sono quelle maggiormente a rischio se non si riuscirà in tempo a fermare il surriscaldamento del pianeta e la loro inclusione era stata salutata come un segnale di voglia di cooperazione e collaborazione tra i popoli per un vero cambiamento nella lotta all'inquinamento e alle sostanze tossiche ancora usate dalle industrie.


Quest'anno la COP 22 dovrà essere un modo di mettere finalmente in pratica tutti quei passi in avanti che sono stati fatti a Parigi e di convincere anche i Paesi più recalcitranti ad un reale impegno per la salvezza del pianeta. Non tutti i Paesi firmatari hanno ancora ratificato l'accordo di Parigi e si spera che con questa nuova conferenza si convincano dell'utilità della riduzione del surriscaldamento del pianeta per il benessere di chi vive oggi e delle generazioni future.
Fino al 18 novembre, data di chiusura della conferenza, bisognerà trovare un modo sensato di collaborare tra governi e società civile che aiuti tutti a vivere in maniera sostenibile, consumando meno combustibili fossili e facendo meno rifiuti, anche grazie alla raccolta differenziata.

Di certo il tempo per migliorare la salute del pianeta è poco, e gli eventi meteorologici estremi degli ultimi tempi lo dimostrano: basta pensare ad una tromba d'aria come quella che ieri ha provocato due vittime e tanti danni in Lazio per capire come il nostro pianeta ha più che mai bisogno del nostro aiuto per guarire da smog e inquinamento. 

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