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Welfare: gli italiani dicono sì ai tagli razionali per contenere gli sprechi

Clientelismi, sprechi e poca trasparenza rendono meno efficiente il welfare. Lo Stato assistenziale è una delle basi su cui si poggia il sistema sociale italiano, un apparato che ha garantito a famiglie e singoli cittadini sostegno e aiuti, spesso anche con estrema prodigalità, tanto che oggi questa macchina amministrativa non dispone più di molte risorse come in passato. 



Il Censis in collaborazione con il Forum ANIA-Consumatori ha raccolto le opinioni della popolazione della penisola sul welfare: in molti ritengono che questo sistema sia necessario a offrire servizi e previdenza sociale, anche se la maggior parte degli intervistati ritiene che le difficoltà economiche hanno reso i cittadini più attenti rispetto a determinati aspetti della spesa sociale. In particolare, i contribuenti sopportano sempre meno sprechi e comportamenti opportunistici e vorrebbero trasparenza nell'utilizzo delle risorse e una comunicazione adeguata relativa a questo tipo di attività per essere informati su come vengono impiegati i soldi provenienti dalle imposte. 
Per il 50,6% della popolazione la crisi attuale è causata anche dalla munifica gestione delle risorse economiche del welfare degli anni scorsi e più della metà degli intervistati è concorde sui tagli apportati di recente in questo settore, perché considerati razionali e necessari. Per il 71,4% degli italiani la sanità è uno degli ambiti in cui sono presenti gli sprechi maggiori e in molti pensano che l'assistenza sociale e le pensioni d'invalidità ingiustificate siano spese che gravano molto sul bilancio statale. 


Un dato sicuramente poco lusinghiero poi è quello relativo ai modi per saltare le liste d’attese: in un anno, 13,5 milioni di persone hanno dichiarato di aver ricorso a conoscenze, amicizie, raccomandazioni oppure a regali o denaro per ottenere in tempi brevi visite o interventi. 
Per concludere, gli italiani riconoscono l’importanza dello Stato assistenziale - realtà spesso non compresa pienamente dall’utenza per via della burocrazia che richiede determinate tempistiche per poter mettere a disposizione le risorse utilizzabili - ma esprimono anche l’esigenza di apportare delle modifiche che semplifichino le procedure e permettano al maggior numero possibile di persone di accedere ai servizi del welfare. 

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