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Brasile, l’ex presidente Lula da Silva accusato nuovamente di corruzione

L’ex presidente brasiliano, Luiz Inacio Lula da Silva, è accusato di corruzione dalle autorità investigative del Brasile. La sua vicenda pare sia strettamente legata all’inchiesta su Petrobras, la compagnia petrolifera statale. 
Avviata nel marzo 2014, l’indagine ha portato alla luce un transito illecito di denaro che legava le principali aziende di costruzione e di lavori pubblici alla suddetta compagnia petrolifera. Stando a quanto riportato dal quotidiano online Internazionale, le società che si occupavano di “costruzione di infrastrutture per l’estrazione del petrolio al largo delle coste petrolifere” avevano “formato un cartello per controllare gli appalti”, arrivando a gonfiare i contratti dall’1% al 3% del loro valore reale. Parte degli introiti ricavati in tal modo finivano nelle tasche dei membri del Partito del Lavoratori, di cui Lula da Silva era esponente, ed hanno contribuito al finanziamento delle sue campagne elettorali. Tuttavia, finora non è stata mai trovata una prova schiacciante del suo rapporto diretto con il sistema di mazzette che gli gravitavano attorno e che hanno condotto negli scorsi mesi all’arresto di alcuni deputati e all’impeachment della presidente Dilma Rousseff



Lula da Silva, stando all’accusa, avrebbe percepito mazzette dalla società costruttrice Odebrecht in cambio di un piccolo “aiuto” a vincere la gara d’appalto per la Petrobras. Le autorità investigative sostengono che il denaro ricevuto sia stato utilizzato per l’acquisto di due proprietà dall’ex presidente brasiliano. Ma da Silva si dichiara innocente e sostiene che si tratta di un attacco mirato contro di lui in vista delle elezioni presidenziali del 2018. Recenti sondaggi, infatti, lo presentavano come il candidato favorito dalla maggioranza dei cittadini. 


L’ex presidente brasiliano era già stato fermato lo scorso 14 marzo 2016 nell’aeroporto di Congonhas, a San Paolo, per essere sottoposto ad interrogatorio. In quell’occasione, dopo essere stato rilasciato, aveva commentato la vicenda così: "Non ho nulla da temere perché non ho fatto niente di male. Se i magistrati mi avessero mandato a chiamare sarei andato, come ho fatto lo scorso 5 gennaio a Brasilia, e si sarebbe evitata questa operazione inutile e spettacolare, questo show". Molti suoi sostenitori sostengono, infatti, che si tratti di un attacco mediatico, oltre che giudiziario, per sminuirne l’autorevolezza politica. In ogni caso, spetta al giudice decidere circa l’eventuale instaurazione di un processo contro di lui.

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