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Corea del Sud, sospesa la presidente Park Geun-hye. L’accusa: “Plagiata da una sciamana”

La presidente della Corea del Sud, Park Geun-hye, è stata sospesa dalle sue funzioni: a deciderlo il parlamento sudcoreano questa mattina (16:12 ora locale) a seguito delle accuse di corruzione che hanno travolto la più alta carica della Repubblica. 
L’impeachment è stato approvato con 234 voti a favore e 56 contrari ed è apparso immediatamente chiaro che Park Geun-hye ha perso il consenso anche dei membri del suo partito. Il potere passa ora nelle mani del primo ministro Hwang Kyo-ahn in attesa che i nove giudici della corte costituzionale si pronuncino entro i prossimi sei mesi sulla questione e decretino la definitiva rimozione della presidente o il suo ripristino. 



La Corea del Sud è stata sconvolta da settimane di manifestazioni popolari in cui centinaia di migliaia di cittadini sono scesi in piazza per chiedere le dimissioni della presidente. Ogni sabato, secondo quanto riportato dalla BBC, i manifestanti si recavano in processione sotto la Blue House, sede del capo dello Stato, protestando contro uno dei più grandi scandali della storia della già fragile repubblica. Candele accese, fiumi di mani che si levano verso il cielo, grida e cori: tutto ciò mentre la presidente Park restava chiusa muta ed immobile nel suo ufficio quasi come se ignorasse ciò che accadeva là fuori. Limpidezza d’animo o rimorso?

Lo scandalo: una "sciamana" dietro le spalle di Park Geun-hye
“Avevo 22 anni quando ho assunto un compito senza precedenti, quello di recitare la parte della first-lady di questo Paese. L’ho fatto perché ho sentito la responsabilità del vuoto lasciato dalla morte di mia madre uccisa per mano di un terrorista nordcoreano”. Così nel 2012, quando è stata eletta primo presidente donna della Corea del Sud, Park Geun-hye ha esordito di fronte al suo popolo. 


Figlia del terzo presidente sudcoreano Park Chung-hee, ex militare arrivato al potere attraverso un colpo di stato nel 1961, la presidente oggi sotto accusa è cresciuta nella gabbia dorata del denaro e del potere. Una ragazzina elegante ed educata, una studentessa brillante. Fino alla morte della madre nel 1974, uccisa per errore al posto del padre da un simpatizzante della Corea del Nord. È stato allora che la presidente Park Geun-hye ha cominciato ad accompagnare il padre negli incontri istituzionali ed ha incontrato la sua migliore amica Choi Soon-sil che oggi l’ha trascinata in uno scandalo nazionale senza precedenti. Figlia del soprannominato “Rasputin coreano”, lo sciamano amico del padre di Park Geun-hye accusato di influenzare la politica del presidente, Choi Soon-sil pare abbia ripercorso alla grande le orme paterne. Stando a quanto raccontato dalla presidente Park, la donna pare si sia presentata a lei quasi come un’apparizione in un momento di grande debolezza e fragilità psicologica per la Park sconvolta dalla morte della madre e, in seguito, da quella del padre, assassinato dai capi dell’intelligence sudcoreano durante un banchetto. Choi Soon-sil, fondatrice del culto settario “La Chiesa della vita eterna”, disse a Park che la defunta madre di lei le era apparsa in sogno e l’aveva pregata di guidare la figlia nelle difficoltà della vita. Da questo momento, secondo molti, comincia la manipolazione. Sempre presente accanto alla presidente negli incontri pubblici e privati, questo Iago redivivo ha accumulato negli anni una ricchezza e un potere invidiabili influenzando e condizionando l’amica presidente nelle decisioni più importanti della sua politica governativa. Fino a quando gli investigatori non hanno scoperto i milioni di dollari affluiti a due fondazioni da lei controllate. 


Choi Soon-sil è accusata di avere pressato decine di multinazionali, tra cui il colosso Samsung, per ottenere denaro e favori personali avvalendosi dell’amicizia e dell’influenza di Park Geun-hye. A ciò va aggiunto il reato di manipolazione finanziaria, attività settaria e fuoriuscita d’informazioni grazie a documenti riservati di cui lady Choi era in possesso (attraverso l’amica presidente?) e che sono stati ritrovati su un tablet abbandonato in un suo vecchio ufficio. Legata a lei da un’amicizia che dura da oltre 40 anni, la presidente sudcoreana è stata imputata per favoreggiamento. Di qui le proteste popolari culminate nell’impeachment e nella sospensione di stamani. 


Una storia quasi surreale che potrebbe competere con il miglior dramma shakespeariano. Una storia di amicizia tradita, di religiosità e potere, di fragilità e bugie. In un’atmosfera particolare, però, quella della Corea del Sud, che vanta un sistema repubblicano quanto mai fragile a causa della pressante influenza statunitense da un lato e delle minacce della Corea del Nord dall’altro. 
Un futuro incerto attende il Paese e se Park Geun-hye verrà riconosciuta colpevole si tratterà della prima rimozione di un presidente nella storia della “democrazia” sudcoreana

Focus: Park Chung-hee, padre della presidente, tra i 100 uomini più importanti del Novecento
Park Chung-hee è stato il terzo presidente della Repubblica della Corea del Sud. Il “Times” lo ha riconosciuto come uno dei cento uomini che hanno maggiormente influenzato la storia del Novecento. Ma quella di Park Chung-hee resta, in patria e all’estero, una delle figure più controverse mai esistite. 


Certamente gli va riconosciuto il merito di avere promosso una modernizzazione del Paese senza precedenti. “Mio padre ha fatto fare un balzo in avanti al Paese di oltre mille anni”, ripete spesso la figlia con orgoglio. È grazie a lui, infatti, che oggi la Corea del Sud può essere annoverata assieme a Taiwan, Singapore e Hong Kong, tra le quattro tigri asiatiche. È anche vero, però, che i suoi metodi di governo sono risultati poco democratici. L’autoritarismo e la repressione brutale degli oppositori, spesso torturati e mandati a morte, hanno segnato una pagina nera nella carriera del presidente Park Chung-hee e nella storia del Paese. Tuttavia, in un recente sondaggio l’ex militare è stato riconosciuto come il presidente più amato nella storia della repubblica, riscuotendo il favore del 44% dei cittadini.

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