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Gravidanza: in aumento il numero dei parti in casa

Le donne che decidono di partorire in casa sono sempre di più; benché i dati rivelino numeri non certo da capogiro (0,1%) questa percentuale è in costante aumento. Se prima, anche solo cinquant’anni fa, era pratica usuale, ora il parto in ospedale – considerato, ovviamente, più sicuro – è notevolmente più diffuso. D’altronde, dall’ospedale ci si può muovere molto più velocemente in caso di anomalie; inoltre, il personale medico, allenato per ogni tipo di caso e situazione, agisce con celerità e professionalità. L’anno scorso sono nati in casa circa 500 bambini


La Società italiana di neonatologia è chiara, tuttavia, al riguardo: meglio in ospedale. Assolutamente. Meno rischi, più personale adeguatamente formato… quindi più tranquillità. Comunque, per le donne irremovibili che optano per questa soluzione, la comunità scientifica ha creato una sorta di vademecum, un prontuario di regole da seguire affinché non sia messa a rischio la sicurezza di nessuno.

- La futura mamma, anzitutto, deve essere informata riguardo tutti i rischi e le possibilità del parto in casa. 

- Deve inoltre essere informata riguardo il sistema ospedaliero della sua città; occorre che individui una struttura facilmente raggiungibile e attrezzata.

- Deve essere garantito un trasporto in ospedale per opera di personale esperto che allerti l’ospedale con Terapia Intensiva Neonatale più vicino.

- Deve essere presente l’ostetrica. Figura professionale che non può mancare in questi casi, è necessario che abbia familiarità con il parto domestico e una ferrata conoscenza delle tecniche di rianimazione neonatali.



Nelle ore dopo il parto, i controlli di routine vanno fatti; occorre attrezzarsi.

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