Ultime Notizie

Il Capodanno tra storia e folklore

Il Capodanno è il primo giorno dell’anno che cade il primo gennaio del calendario gregoriano in uso ai fini civili in tutto il mondo ed è un giorno di festa. La tradizione dei festeggiamenti di questa giornata risalgono alla figura dell’imperatore Giulio Cesare nel 46 a.C. e trae origine al dio romano Giano da cui trae origine il nome di gennaio. Nel VII secolo i pagani delle Fiandre avevano un particolare costume nel celebrare il passaggio dal vecchio al nuovo anno. Questo culto non religioso venne deplorato da Sant’Eligio che rivolgendosi al popolo delle Fiandre diceva di non andare in giro vestiti mascherati, tanto meno fare giochi o scherzi e che stia a tavola tutta la notte né che segua lo scambio di doni augurali. 



Nel Medioevo molti Paesi europei usavano il calendario giuliano e non quello gregoriano. In realtà dal XII al 1752 nel Regno Unito e in Irlanda il Capodanno si festeggiava il 25 marzo (usanza seguita anche a Pisa e a Firenze), in Spagna invece sino al XVII secolo il cambio d’anno avveniva la notte di Natale. In Francia fino alla metà del XVI secolo si festeggiava durante la domenica della Resurrezione di Cristo. 
Nel 1691 quando Papa Innocenzo XII emendò il calendario stabilì che l’anno dovesse cominciare il primo giorno di gennaio e l’adozione universale di questo calendario gregoriano fece sì che questa regola fosse applicata in tutti i paesi del mondo. 


Il Capodanno conserva e custodisce usanze e costumi diversi in base al luogo in cui si festeggia. Considerata anche una festa religiosa per i cattolici, la solennità di Maria e la circoncisione di Gesù, questa giornata inizia ad essere celebrata dalla notte ‘di passaggio’ dal 31 dicembre al 1 gennaio dell’anno successivo con i classici veglioni e fuochi pirotecnici. In realtà nei vari stati europei, asiatici e americani, il Capodanno assume sfumature diverse: in Spagna si mangiano dodici chicchi di uva allo scoccare della mezzanotte, in Russia dopo i dodici rintocchi si apre la porta per accogliere l’anno nuovo. In America Latina si esibiscono fuori dalla propria abitazione dei manichini di cartapesta colmi di petardi da sparare. In Giappone le famiglie si recano ai templi per bere Sakè e ascoltare 108 colpi di gong che annunziano l’arrivo del nuovo anno. In altre culture il capodanno si festeggia in periodi dell’anno diversi: in Cina corrisponde al novilunio tra il 21 gennaio e il 19 febbraio, in Vietnam si fa riferimento al capodanno cinese, nel paesi musulmani si festeggia nel primo giorno del mese di Muharram, nell’etnia indù cade due giorni prima di Diwali, Festival della Luce, cioè a metà di novembre, in altre zone e popolazioni invece coincide al mese di marzo/aprile. 
Dopo aver elencato queste tradizioni folcloristiche dell’ultimo dell’anno è d’obbligo ricordare cosa si usa fare nel nostro Bel Paese. Cotechino e lenticchie rimangono sempre di buon auspicio perché porterebbero soldi a chiunque le mangi. Si ama anche mangiare il panettone e il pandoro, e indossare qualcosa di rosso o qualcosa di nuovo. Procuratevi un vischio da appendere sotto cui regalerete baci d’amore al vostro compagno. 

Prima Pagina on line (www.primapaginaonline.org) - Testata registrata al Tribunale di Bologna, pr. n. 8292 del 06/03/2013. Sito progettato da Templateism.com Copyright © 2011

Powered by Blogger.