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L’aggressività dei bambini spesso specchio di quella dei genitori

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Si parla spesso dell’aggressività infantile come spia di disagio, di malessere. Quando un bambino picchia o maltratta gli altri bambini scatta un campanello, un’allerta. Il web pullula di informazioni riguardo questo tema. Calci, morsi, graffi pugni… spesso i genitori non sanno come fare per sedare questa rabbia, questa energia violenta che rischia di far danni; pensiamo agli asili, per esempio. 
Si danno consigli su come insegnare ai bambini che ogni azione ha una conseguenza; su come calmarli usando dialogo e amore; su come intervenire quando il limite si varca. Completi quanto dettagliati vademecum sono forniti a mamma e papà per la risoluzione di un problema che è grave se tralasciato. 


Ma è vero che spesso l’aggressività dei bambini nasconde quella dei genitori stessi? Be’, sì. Si sa da tempo. Addirittura già nel 1961 veniva dimostrato, dallo psicologo Albert Bandura, che i bambini che vedevano un adulto picchiare una bambola avevano più probabilità di essere violenti con la stessa rispetto a bambini che avevano visto gli adulti avere comportamenti dolci ed equilibrati. I figli di genitori litigiosi avranno una grande probabilità di sviluppare una forte rabbia che sfogheranno sugli altri. 


Il processo che determina questo comportamento è chiamato “modellamento”; accade, in pratica, quando una persona assume un comportamento in precedenza osservato. Oltretutto, la relazione forte genitori-figli è decisiva: il bambino, idolatrando la sua mamma e il suo papà, tenderà sempre a giustificare i loro comportamenti – anche quando sa, inconsciamente, che stanno sbagliando. Da loro, infatti, deriva la sua stessa sopravvivenza. Ogni cosa che fanno è giusta, lecita, perfetta: ecco perché li imiterà.


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