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Le conseguenze del referendum e le dimissioni di Renzi: ecco perché abbiamo perso tutti

Ritrovarsi a commentare l'esito e le conseguenze del referendum il giorno dopo non è cosa facile. Le dimissioni del Presidente del Consiglio, resosi conto della schiacciante e netta vittoria del no, sono state rapide e coerenti con la sua idea di politica, che in buona sostanza è: chi perde va a casa. Un'idea a modo suo rivoluzionaria, considerando che la vecchia politica mai perdeva e mai andava a casa.
Gli italiani hanno deciso e finalmente hanno votato: affluenza alta, 65,47% il dato definitivo dei votanti che sono stati, numeri alla mano, ben 33.243.845. Per il no hanno votato 19.419.528 (il 59,11% dei votanti), per il sì invece hanno votato 13.432.187 (il 40,89%).


Chi in questi mesi ha parlato di "deriva autoritaria" e "presidente incollato alla poltrona" ha senz'altro dovuto ricredersi di fronte alla dimissioni annunciate dal Premier poco dopo la mezzanotte. L'analisi politica ci porta ora a pensare alle conseguenze di questa decisione.
Chi guiderà il governo dopo Renzi? Chi sceglierà e nominerà il presidente della Repubblica Mattarella? Quale sarà la maggioranza che darà vita e forma alla nuova legge elettorale? Tante le domande, tanti i dubbi. 
Come avrete avuto modo di capire in questi mesi (e anni, aggiungerei), questo giornale non ha mai voluto schierarsi da un punto di vista politico, non ha mai voluto prendere le parti dell'una o dell'altra posizione politica. Non siamo populisti, non siamo a favore la casta. Cerchiamo solamente di capire le relazioni che legano i nostri rappresentanti e, soprattutto, cerchiamo di capire come questo beneamato Paese possa ritornare ad essere competitivo nel mondo. 


In questi tre anni l'Italia si è messa sulla buona strada, di certo si poteva (e si deve) fare di meglio, ma intanto qualche piccolo passo in avanti era stato fatto. Insomma, non dimentichiamoci che l'Italia veniva da un governo tecnico (governo Monti) che non è ricordato proprio come il migliore degli ultimi anni, che aveva introdotto forti misure di austerità, basti pensare alla riforma delle pensioni dell'allora ministro Fornero. Vogliamo ricordare, nel modo più oggettivo possibile, alcuni dei provvedimenti varati da questo governo: la riforma del lavoro (meglio nota come Jobs Act), i famigerati 80 euro in più per i lavoratori che guadagnano meno di 1500 euro al mese, la riduzione del canone RAI (da 113 a 100 nel 2016 e 95 nel 2017, evasione sul canone recuperata grazie all'inserimento nella bolletta della luce), abolizione della tassa sulla prima casa (IMU), abolizione di Equitalia (entrerà in vigore l'anno prossimo), la legge sulle Unioni Civili, la legge sul divorzio breve, la legge sul Dopo di Noi, il bonus bebè per i primi tre anni di vita del nascituro, bonus di 500 euro per tutti i giovani che hanno compiuto 18 anni, la riforma sulla Buona Scuola e quella sul Cinema e Audiovisivo. Questi sono alcuni dei più importanti provvedimenti approvati da questo governo.
Ecco perché abbiamo perso tutti, ecco perché il fronte del no non può rallegrarsi e gioire. L'Italia ripiomba nell'instabilità politica (e si teme economica), siamo di nuovo senza governo, come se non ne avessimo avuti abbastanza (ben 63 in 70 anni, quasi uno all'anno), non abbiamo ancora una nuova e giusta legge elettorale, non sappiamo quando andremo a votare (si prevede in primavera) e soprattutto abbiamo perso una grossa occasione per tagliare poltrone e risparmiare soldi. Continueremo ad avere 315 senatori, continueremo ad avere il CNEL, consiglieri regionali senza un tetto massimo di stipendio, ecc. Beh, il quesito del referendum oramai dovreste conoscerlo a memoria. E qui la mia domanda diventa lecita: quanti hanno votato no perché non approvavano il testo della riforma e quanti invece hanno votato no per mandare a casa Renzi? Posso anche provare a rispondere io: sono tanti quelli che hanno votato contro Renzi, senza pensare alle conseguenze per il nostro Paese. Per carità, non voglio in alcun modo mettere in crisi chi ha votato contro la riforma, il popolo è sovrano e ha scelto, non bisogna aggiungere altro. Vorrei solo far riflettere tutti i lettori sulle conseguenze di questo voto.
Chi pagherà le conseguenze? Non vi è dubbio, noi italiani, noi tutti. Ecco perché abbiamo perso tutti, chi ha votato sì e chi ha votato no, e anche chi non è andato a votare esclamando: "Tanto non cambia mai nulla". Cambia, cambia, eccome se cambia.

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