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Referendum: ciò che la stampa estera dice di noi


Dopo lunghi mesi di silenzio in cui il nostro Paese è stato considerato come il fanalino di coda dell’UE e del mondo intero, l’attenzione della stampa internazionale è completamente assorbita dall’esito del referendum italiano. Il nome “Italia” compare in prima pagina sui quotidiani di tutto il mondo assieme al volto del premier Matteo Renzi che domenica sera ha annunciato le proprie dimissioni dalla carica di Presidente del Consiglio. 


Dal New York Times al Washington Post, dalla CCN alla BBC, dal The Guardian al Wall Street Journal, dal tedesco Bild al francese Le Monde, dallo spagnolo El Pais alla stampa russa. Tutti nelle ultime ore hanno commentato l’esito di questo referendum che pare avere esiti decisivi non solo per il futuro dell’Italia. Tuttavia, mentre per gli italiani si tratta di una questione di diritti, di civiltà e di democrazia, per la stampa estera è piuttosto una questione di numeri e di mercati. Gli italiani la notte dello scorso lunedì hanno esultato per la vittoria della democrazia contro i poteri forti. La stampa estera ha invece gridato all’instabilità politica ed economica.



Incertezza, crisi bancaria, caos politico, punizione da parte dei mercati”. Queste le espressioni ricorrenti che dipingono scenari apocalittici per il nostro Paese. Il New York Times, ad esempio, si preoccupa di sottolineare quanto l’esito del referendum abbia influenzato l’andamento dell’euro sui mercati asiatici, dove ieri avrebbe registrato una marcata caduta verso il basso. L’Italia, stando alla stampa straniera, sarebbe sull’orlo di una crisi bancaria oltre che politica, inasprita dall’ascesa di “movimenti populisti e destabilizzanti” come il M5S o la Lega Nord, quest’ultimo spesso definito come il “partito anti-immigrazione”. Insomma, il dipinto della situazione italiana che viene prospettato all’estero non corrisponde certamente alla reale condizione del Paese. “L’Europa può permettersi un’Italia choc?” recita il tedesco Bild che continua così: “Renzi a Bruxelles un garante della stabilità e ora c’è un nuovo test per l'Europa in crisi". Insomma, il governo Renzi forse non piaceva molto agli italiani ma certamente era apprezzato nel resto del mondo. L’unico Paese che saluta con un certo entusiasmo l’esito del referendum pare sia la Russia di Putin che parla di “vittoria delle opposizione” laddove la maggioranza della stampa europea e statunitense grida al trionfo dei “movimenti di destabilizzazione”. Grande paura riscuote in Europa e nel mondo la funzione ed il ruolo che potrebbe assumere il M5S nella politica italiana e sulle conseguenza che un governo pentastellato possa avere per l’Europa. Il fronte del NO è stato presentato dall’emittente americana CNN come guidato proprio dal leader dei Cinque Stelle, Beppe Grillo, la cui immagine trionfa accanto a quella di Renzi sui quotidiani di tutto il mondo. C’è addirittura chi s’interroga sull’eventuale uscita dell’Italia dall’Eurozona.
Insomma, il referendum ha segnato una svolta decisiva nella politica del Belpaese che pare non piacere per nulla né all’Europa né agli Stati oltreoceano. Gli italiani, tuttavia, paiono meno interessati ai mercati e ai numeri. Ciò che conta è la vita che c’è in ogni piazza, in ogni paese, in ogni città, in ogni famiglia. Una vita che va al di là di ciò che si chiama “mercato, spread, stabilità ed investimento”. Una vita che gli italiani che hanno reclamato la propria sovranità hanno deciso di riprendersi ad ogni costo.

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