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Romania, Shhaideh vince le elezioni ma il presidente rifiuta la sua nomina

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Scoppia la bufera in Romania, il presidente rumeno Klaus Iohannis si è rifiutato di nominare come primo ministro l’economista Sevil Shhaideh. La prima donna premier rumena non sa da fare. Il presidente non ha voluto dare una spiegazione riguardo al suo gesto ma si è limitato a dire di aver preso la decisione dopo aver valutato i pro e i contro. La Shhaideh ha una limitata esperienza politica, a parte un breve periodo come ministro per lo sviluppo regionale nel 2015.



Gli analisti hanno fatto due ipotesi riguardo al rifiuto: la prima, un possibile malcontento dell’elettorato, in quanto il presidente è protestante e lei musulmana e quindi le due cariche più alte dello Stato sarebbero affidate a due esponenti di minoranze religiose; la seconda, secondo l’opposizione di centrodestra, è relativa al marito della Shhaideh, uomo d’affari siriano, che appoggerebbe la causa di Assad. La Shhaideh aveva vinto con il partito socialdemocratico le elezioni dell’11 dicembre con un ampio margine di scarto.


La sua nomina sarebbe stata una svolta per il Paese, in quanto prima donna premier nella storia della Romania, ma anche prima donna premier islamica in Europa in un Paese a prevalenza ortodossa. Infatti, l’80 per cento della popolazione rumena è di religione cristiana ortodossa. Non è la prima volta che avvengono situazioni di impasse istituzionali, era già successo due volte, con il predecessore di Iohannis, Traian Basescu, che però fu sospeso dalle sue funzioni. Il braccio di ferro del partito socialdemocratico continuerà, anche perché hanno vinto largamente le elezioni e quindi vogliono che il loro candidato sia eletto.

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