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Sanità, negli ospedali italiani si usano attrezzature diagnostiche obsolete

Apparecchiature diagnostiche con più di dieci anni rendono meno efficaci le visite di accertamento negli ospedali italiani. Durante la conferenza nazionale dei dispositivi medici svoltasi di recente a Roma, è stato illustrato il contenuto del "Rapporto sullo stato di obsolescenza del parco installato di diagnostica per immagini e sull’elettromedicina in Italia", realizzato dal Centro studi di Assobiomedica: un’indagine che ha messo in evidenza un problema importante nell’ambito della sanità pubblica, la mancata sostituzione della strumentazione medica necessaria a effettuare controlli come TAC, mammografie e risonanze magnetiche per cause legate soprattutto alle spese da sostenere per il cambio di questo tipo di apparecchiature. 


Secondo i dati contenuti nel Rapporto, 58mila macchinari di controllo in uso in Italia sono obsoleti, una cifra che supera di molto la media degli altri Stati europei con ovvie ripercussioni sulla qualità di screening e visite preventive; i costi di strumenti simili, moderni e dotati di nuove tecnologie, ha portato a un utilizzo consistente degli apparecchi più vecchi di dieci anni e a una diminuzione delle tecnologie con meno di cinque anni: nella penisola è presente il 30% di angiografi al passo con i tempi, mentre in Francia, Danimarca e Svezia la percentuale raggiunge il 60% e 70%. 
Per realizzare questo studio sono stati presi in considerazione 100mila macchinari che si sono rivelati per la maggior parte non adeguati, poiché hanno superato la soglia di adeguatezza tecnologica, e meno sicuri per via della qualità clinica non sufficiente. Apparecchiature del genere hanno anche dei costi di gestione elevati a causa di manutenzione e verifiche necessarie a tenerli in funzione. 


La conferenza è servita a proporre delle possibili soluzioni a questo problema, prendendo a esempio Paesi come la Francia e il Regno Unito, all’avanguardia nel settore: oltralpe le attrezzature diagnostiche vengono acquistate regolarmente con un meccanismo di rimborso che incentiva l’utilizzo di strumentazioni all’avanguardia e tecnologicamente innovative, mentre in Gran Bretagna si preferisce garantire delle sovvenzioni fiscali, come l’aliquota IVA agevolata.

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