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Amore senza sesso o sesso senza amore? L’emancipazione illusoria della sessualità secondo Bauman

Nel testo “Gli usi postmoderni del sesso”, Zygmunt Bauman opera una riflessione su ciò che la sessualità oggi è, o meglio si chiede quale significato le si attribuisca, dato che la conclusione cui giunge molto presto è che nella postmodernità il sesso sia svincolato da alcuni valori cui sempre era stato legato, e sia diventato un significante indipendente. 


Significante indipendente perché l’amore romantico viene a mancare in una società dove i legami sono da scartare, la flessibilità è richiesta, non solo sul lavoro, ma anche nella vita. Mai fermarsi alla prima possibilità. Liquidi, dobbiamo essere liquidi, ci avvisa Bauman, proprio come la tecnologia, leggeri e veloci, pronti a cambiare non appena ciò si rivela necessario. Ma anche il significato della riproduzione, inevitabile conseguenza biologica di un rapporto sessuale, ha subito una decisiva perdita di importanza. In fondo, i preservativi a cosa dovrebbero servire se non a concedere di godersi l’esperienza fine a se stessa? L’emancipazione dell’erotismo dai suoi storici alleati deve essere vista, secondo l’autore, all’interno di una più ampia rivoluzione culturale, prima ancora di parlare di sesso come merce occorre capire prima quale forma abbia assunto per poterlo diventare. Uno dei cambiamenti segnalati nel testo è il nuovo modello di costruzione e conservazione dell’ordine sociale adottato dalle società postmoderne: più che indottrinati, gli individui, paiono essere sedotti e incoraggiati a diventare cercatori di sensazioni, sempre nuove e sempre più appaganti. 
Non più il requisito della sana costituzione, che prima rappresentava la norma, bensì il raggiungimento di una forma fisica che consenta di provare sensazioni elettrizzanti e uniche. Eppure, se la sana costituzione era un certificato medico obiettivamente diagnosticabile, la forma fisica perfetta altro non è che qualcosa di irraggiungibile. La necessità di ambire a qualcosa che superi ogni volta il livello raggiunto la volta precedente. E già da qui iniziamo ad avvertire un senso di ansia, che, come suggerisce Bauman, pervade la vita liquida dei nostri giorni. Inoltre, in questa escalation di sensazioni straordinarie non è forse l’orgasmo al vertice di tutti i piaceri? Ebbene, le contraddizioni di cui sopra paiono permanere anche a questo livello. Come si può pretendere di trovare sensazioni e piaceri sempre nuovi e sempre senza precedenti in un’esperienza “dalla innata monotonia e inflessibilità”? A niente serviranno ricette, consigli, addestramenti, istruzioni, rimedi e accessori. Il fatto è che si tratterà tutte le volte di un compito irrealizzabile. 


Per dirlo in altre parole: non è che adesso ci siamo emancipati e facciamo sesso quando e come ci pare senza vincolarlo a sovrastrutture culturali. La verità è che la società ci addestra a diventare cercatori di sensazioni e il sesso garantisce sicuramente un alto livello e il massimo traguardo di questa ricerca. Ecco perché ci sentiamo bombardati ovunque da informazioni che ruotano attorno alla sessualità, o, peggio ancora, ne subiamo stimoli e contenuti senza neanche rendercene conto. Arrivando ad assorbire un punto di vista, un codice che andrà poi a trasformarsi in comportamento nelle nostre vite. Il punto è che non ci comportiamo come ci comportiamo perché siamo liberi dal giudizio della Chiesa, una delle istituzioni che più di tutte ha combattuto la sua battaglia per relegare nel peccato qualunque uso del sesso che non avesse a che vedere con la riproduzione e la vita coniugale. Né, tantomeno, siamo liberi dalle teorie evoluzionistiche che spiegano i nostri comportamenti sessuali alla luce di un punto di vista che restringe il campo all’adattamento. E nemmeno siamo liberi dalle favole delle principesse e del vissero felici e contenti, mentre ci godiamo il nostro episodio di una notte e via. Ci comportiamo come ci comportiamo semplicemente perché il modo attuale per ottenere l’ordine sociale passa attraverso la costruzione di individui fissati col sesso e continuamente insoddisfatti di quanto ne fanno o di quanto ne parlano.
Insomma, senza un legame affettivo, senza nessuna possibilità di dimostrare il raggiungimento di una forma fisica idonea all’accettazione sociale, e senza nessuna speranza di trovare un orgasmo più soddisfacente dell’ultimo avuto, in cosa esattamente consisterebbe l’emancipazione dell’erotismo? La libertà di vivere un’esperienza sessuale fine a se stessa cessa immediatamente di essere una libertà quando si intuisce, e Bauman ci rivela proprio questo, che è ancora una volta una rivoluzione etero-diretta. E se dopo esserci lasciati andare a un istinto finalmente privo di vincoli capitasse che ci innamorassimo? Beh questo il filosofo ce l’aveva già insegnato quando ci raccontava dell’amore liquido:
"Niente innamoramento; niente ridda di emozioni che ti tolgono il respiro: né le emozioni che chiamiamo 'amore', né quelle che descriviamo giudiziosamente come 'desiderio'. (…) La convenienza è l’unica cosa che conta, e la convenienza è qualcosa che richiede mente lucida, e non cuore caldo".

Mariateresa Antonaci

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