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"Ciao Za", un libro per ricordare il calciatore Edoardo Melis

“I famigliari di Edoardo sono persone straordinarie, hanno accolto la mia idea con grande entusiasmo, dimostrando, una volta ancora, quella gran forza d’animo della quale hanno sempre dato prova. Dico loro che vorrei solo ripercorrere, a grandi linee, la carriera calcistica di Edo cercando di mettere insieme alcune delle sue leggendarie pazzie, alcune delle sue zazzate! Sì, perché di aneddoti divertenti legati alla sua persona ce ne sono a centinaia e mi piaceva l’idea di metterne qualcuno nero su bianco”. 
Ecco cos’è, “Ciao Za”. È un omaggio a un grande personaggio che ha lasciato un  segno… un percorso che si affronta rigorosamente con il sorriso sulle labbra – d’altronde è ben chiaro l’intento di questo libro. 


Due amici si incontrano in un chiosco, e partono i racconti. Impossibile fermarli o fermare le lancette dell’orologio. Impossibile non farsi trascinare. È passato del tempo, è vero, ma le cose sono impresse per bene nella loro testa… perché non renderle reali, tangibili? Perché non creare un libro su chi ha lasciato loro così tanto, su chi li ispira? Uno è la mente – un amico che lo conosceva come pochi –, l’altro è il braccio – colui che è stato capace di proiettare la forza delle parole su di uno schermo di PC. 

Con grande maestria, Maurizio Lepori, aiutato da un grande amico di Edoardo, ha saputo ripercorrere attimi e momenti per renderli immortali. Siamo nella prima metà degli anni Novanta. Due ragazzini vengono preceduti dalla loro stessa fama. Sono ancora acerbi, ma è grande la luce che emanano. Ciò che promettono al mondo è più grande di quello che loro stessi immaginano. Uno dei due è Zazzo. E qui parte un resoconto della sua carriera calcistica, con, annessi e connessi, episodi divertenti. Dagli esordi al primo gol con la maglia del Villagrande e ancora più in là, fino alla fine… c’è tutto. 


Si legge della voglia di non sfondare, malgrado le capacità. Si legge dell’amore per il suo paese, quel gruppo di anime che era la sua gioia. Si legge dell’anno alla Nuorese, tra alti e bassi e chili di troppo e coriandoli che escono da una cuffia. Si legge di quella mitica partita, quella contro l’Olmedo che fece sognare un intero paese. Si legge riguardo le sue partite, e si fa a gara a capire quale sia stata la migliore. Si legge del ritornello tipico della tifoseria del Villagrande. Si legge di ciò che combinava, con la tranquillità del suo essere sempre gioioso. Anni di ricordi, di flash messi nero su bianco affinché non possano mai sparire dalla memoria. Anni di amicizie. Anni di gol e di brindisi. Anni passati che non torneranno – ahimè – e che lasciano un po’ di nostalgia, un nodo alla gola. Anni che trasmettono qualcosa di importante. Anni e aneddoti che vivranno per sempre, cullati da un libro che ha fissato tutto. 
Poi, come a coronare questo libro colmo di bei ricordi e momenti divertenti, la postfazione della sorella Clara ci fa sorridere. Un sorriso dal sapore agrodolce… un sapore che sa di ricordi e di pianti e di perdita. Un sapore che conosciamo, nostro malgrado, bene. 



“Essendo, per sua stessa ammissione, una persona metodica e patologicamente ordinata, ha suddiviso i suoi ricordi in tre blocchi: ricordi felici, ricordi teneri e ricordi tristi. Avendo questo piccolo libro l’intento di raccogliere momenti gioiosi, le ho chiesto se le sarebbe piaciuto riportare in queste pagine il primo blocco di ricordi" - scrive Maurizio Lepori, l’autore del libro. Mentre racconta alcuni aneddoti, ci sembra d’esser lì. 

“In quel momento ci siamo guardate, dopo aver frastimmato Edo per dieci minuti buoni, e mamma mi dice: «Certo che quando c’è di mezzo tuo fratello non ci si può mai annoiare». Era proprio vero.”

E, solo dopo aver letto di tutto questo – di questo percorso vissuto a mille, vissuto tra risa e pianti liberatori –, mi rendo conto che è questo l’amore, quello vero… ricordare una persona nonostante tutto, renderla parte di un libro e della coscienza collettiva. Chiudere gli occhi e pensare alle cose belle – che poi sono quelle che ci rendono forti seppur nell’assenza –, non lasciandole sfuggire mai. Tenendole strette. È questa, la vera immortalità: l’aver lasciato un segno. L’aver trovato un modo per far parlare di sé anche quando non si è più vicini. Solo così la morte si può sconfiggere.

Scheda del libro
Titolo: Ciao Za!
Autore: Maurizio Lepori
Pagine: 105
Anno: 2014

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