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Droghe leggere: legalizzazione o proibizione?

Rendere legale il “fumo”, ossia il consumo di marijuana per uso ludico o terapeutico (accessibile ai malati), sarà la prossima battaglia in Parlamento. In Italia l’uso personale non è permesso e punito con sanzioni amministrative, ma diversi provvedimenti legislativi saranno esaminati, fra i quali c’è proprio quello sulla legalizzazione delle droghe leggere identificate in particolare con le piante del genere Cannabis (canapa) da cui notoriamente si ricavano marijuana e hashish.


Non si è fatto abbastanza nel nostro Paese e da sempre gli schieramenti politici ne hanno fatto tabù controverso di prima grandezza, per alcuni si ritiene che l’abbattimento delle attuali sanzioni che proibiscono l’accessibilità alle droghe leggere sarebbe destinato a incentivare i giovani, curiosi di provare, e conseguentemente l’aumento di persone autorizzate a “sballarsi” provocherebbe problemi di ordine pubblico; per altri invece l’allentamento dell’attuale proibizionismo in materia toglierebbe facile guadagno alle organizzazioni del crimine che proprio da questo illecito traggono profitti.
Le politiche proibizionistiche non hanno mai prodotto risultati e l’uso di stupefacenti è materia di totale incertezza ma l’adagio “la mia libertà finisce dove inizia quella di un altro” dovrebbe far riflettere le autorità sul ruolo di controllo non solo su cosa mangi e quanto bevi, mettendo da parte facili moralismi.


La statalizzazione dello "spaccio" depenalizzando le droghe leggere evidentemente fa ancora paura, come a dire che la “canna” è l’anticamera dell’eroina anche se ciò è leggenda metropolitana oramai senza senso in quanto da sempre si sa che l’uso delle droghe leggere, nel senso medico del termine, non crea dipendenza a differenza di quelle pesanti e di tante schifezze trattate chimicamente.
È invece stato fatto abbastanza per i malati terminali affetti da nausea e inappetenza e per quelli cronici colpiti da spasticità, principali “consumatori” di marijuana nelle ASL in cui operano i centri della terapia del dolore; da questo punto di vista “terapeutico” gli accordi per render le droghe leggere accessibili stanno funzionando bene, ma il “farsi le canne” è orizzonte ludico molto controverso e le opinioni in tal senso sono preda di preconcetti ed arroccamenti moralistici tardi a morire.


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