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Moda uomo: le tendenze per l'autunno-inverno 2017/18 dalle sfilate di Milano e Parigi

Ermenegildo Zegna, Armani, Etro, Diesel, Antonio Marras, Plein Sport, Versace, Moschino, Salvatore Ferragamo, Missoni, Prada, Dsquared2, Balmain, Lanvin, Givenchy, Cédric Charliér, Daks, Frankie Morello, sono solo alcuni dei grandi nomi che insieme agli emergenti Federico Curradi, Malibù 1992, Maioran, Wood Wood e Palm Angels hanno sfilato nelle gelide Milano e Parigi scaldando le passerelle con le loro collezioni ricche di novità.
Agilità, concretezza, dinamismo ed eleganza imperitura sono le massime di un aforisma il cui imperativo è ispirato allo sport e scandisce il verbo della moda uomo per la prossima stagione fredda. I tessuti sono tecnici, i tagli classici, l'estetica moderna. In un armonioso equilibrio tra cultura contemporanea e ricercatezza artigianale, il menswear di oggi si pone in un'ottica sempre più funzionale adeguandosi alle esigenze di cosa è esteticamente piacevole, socialmente rilevante, effettivamente sperimentabile. Non è un caso allora che sviluppo materiale ed innovazione tecnologica siano i paradigmi di collezioni modellate sulla richiesta di cosa sia attuale, perché il contesto di riferimento è ora nonostante il rispetto della tradizione faccia da deterrente a cambiamenti lascivamente avventati.



L'abbigliamento da montagna fa il suo ingresso in passerella: che sia da sci, snowboard, trekking o passeggiata, fa tendenza e modella look streetwear dai dettagli pratici e appariscenti (Emporio Armani, Etro, Dsquared2, Malibu 1992). Così le tute effetto scuba slim-fit diventano parte integrante del guardaroba maschile (Diesel Black Gold, Plein Sport, N21, Fendi). I piumini, comodi e lunghi, sono pensati per uno stile ad alta quota, i parka, dal design urbano e lucenti in nylon, sono iper sottili, i pull over caldi in lane pregiate, sono corposi e morbidissimi, tinta unita, melange, come quelli firmati Dsquared2, o fantasia, come quelli di Etro, che utilizzando la tecnica di decolorazione giapponese dello Shibori crea effetti cromatici avvolgenti caratterizzati da grafismi che ricordano i quadri di Barnett Newman.





I dettagli astratti d'ispirazione artistica sono leitmotiv anche da Neil Barrett e Dirk Bikkembergs. Il primo posterizza volti a contrasto bianco e nero sui cappotti in cashmere e trench di flanella mentre lingue di fiamme rossa si inseriscono come disegni sulla pelle di pantaloni e giubbotti biker. Questi ultimi rivelano l'attitudine biker (altra tendenza di stagione) del brand, sono imbottiti di pelo o shearling, oppure semplici, da portare in doppia lunghezza su giacche lunghe dello stesso materiale. 


Lee Wood, ora alla direzione artistica di Bikkembergs opta invece per fantasie fitte e psichedeliche nella forma di quadri che sceglie per le tute militar e le giacche rinforzate da multi tasche cargo, che talvolta si indossano al posto di maglioni dal collo ampio sotto smanicati duvet dai colori sgargianti. Maxi tasche, ancora, sono presenti sui giacconi e i giubbotti di pelle da motociclista.


L'outwear, più in generale, è la categoria forte di molte collezioni. Il cappotto, master piece d'eleganza maschile, è lungo, anche fino ai piedi come quello di Balmain, e modellato secondo canoni sartoriali, dal tocco british, gessato o tartan in pied de poule da Daks e Salvatore Ferragamo, diventa abito dalla vestibilità aderente da Ermenegildo Zegna e si indossa nella classica versione cammello o colorato su abiti sporty chic. E' essenziale con inserti patchwork di pelliccia o pettorine che evidenziano il fisico donando oltremodo virilità, quello di Emporio Armani, che predilige il fumo e i grigi e lo abbina a blazer mono e doppiopetto dai bordi arrotondati e pantaloni a gamba larga stile anni venti.




Torna il trench corto, anche in pelle, ed il montone, che ora si porta morbido, con il cappuccio e la cintura in vita (Giorgio Armani, Versace) mentre il bomber diventa il giubbotto pass par tout per ogni occasione, declinato nelle versioni athletic (Plein Sport), fantasy oriented (Frankie Morello), casual chic (Ermanno Scervino, Federico Curradi), militar (Moschino, Antonio Marras). Lo stile marziale diventa glamour nella forma più autentica e judoka in quella formale. Elementi delle uniformi da soldato vengono riprodotti in outfit dalla vitalità urbana e la divisa non è più il grado zero della moda che rinnega la sostanziale mutevolezza degli abiti convenzionali per imporre omologazione ma piuttosto l'espediente per amministrare strategicamente l'ambiguità virile di colui che è al contempo uomo e funzionario (N21, Plein Sport, Marcelo Burlon County of Milan, Moschino, Malibu 1992). D'altra parte, maglioni casacca con scollo a V e motivi sul petto che ricordano le pettorine dei samurai, soprabiti dalla silhouette haori fermati invita con cinture di stoffa e pantaloni morbidi dal cavallo sceso, in puro stile judogi, imitano l'abbigliamento tipico dei combattimenti di quella disciplina accordando autorevolezza (Diesel Black Gold, Frankie Morello, Federico Curradi).




Il denim assume nuove consistenze in patchwork di tessuti sartoriali nella forma di pantaloni da completo e piumini iper voluminosi, mentre la tradizionale tela di jeans dei giubbotti fa da sfondo a grafismi e stilemi ispirati all'arte (Dolce&Gabbana, Moschino, Antonio Marras, Neil Barrett). Quest'ultimo, Neil Barret, sfoga la sua tecnica anche sulla maglieria che presenta pull over dipinti come quadri in cui materiali di sofficità diversa si incontrano in orditi armonici (Prada, Missoni, Etro, Salvatore Ferragamo, Diesel Black Gold, Kenzo). 



Il bianco è protagonista e con l'argento, il fumo ed il blu crea look dall'appeal anni' 90 che rimandano alle atmosfere dei club di quel tempo o a mondi intergalattici di un futuro più che prossimo. Il rosso e l'arancio sono le note vitaminiche che accendono colori neutri e polverosi, si indossano nella versione total o stampata (Versace, Marcelo Burlon County of Milan, MSGM, Marni, Lanvin), oppure nelle righe (Givenchy by Riccardo Tisci, Dior), da portare h 24.



Lo zaino conferma il suo monopolio anche questa stagione. Nonostante qualche cartella e la gradita nuova entrata del marsupio (Louis Vuitton), è ancora lui l'accessorio più trendy. Da Milano a Parigi, accompagna i look formali con accenti lattering pop che smorzano i toni altrimenti troppo severi, e si accosta ad outfit casual con dimensioni oversize che agevolano una capienza di vasta portata (Balmain, Fendi, Etro, Emporio Armani). Ritorna il texano, ma con la punta arrotondata, in alternativa al gettonatissimo anfibio, si indossa inaspettatamente con gli abiti più chic, per un indole western votata al lusso (Billionaire).



Foto credits: Sara Muzi (Sara Miusis); www.milanomodauomo.it; indigital.tv. 

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