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Morgana, la ‘fata delle acque’ regna la Sicilia



La Fata Morgana è nelle leggende del Ciclo di Re Artù una delle principali protagoniste assieme al sovrano, a Ginevra e a mago Merlino.
Nelle varie versioni del mito legato a questa figura, Morgana è sempre disegnata come una potentissima maga.

È probabile che questo personaggio sia stato ispirato dalla tradizione culturale celtica con Modron o da Morrigan (da cui si presume sia stato tratta la radice del suo nome).
Nei testi postumi redatti, appartenenti al ciclo di Lancillotto in prosa del 1200, Morgana assunse il pericoloso ma altrettanto difficile ruolo antagonista a Re Artù.

Secondo Geoffrey di Monmouth ella era una di nove sorelle, anch’esse maghe e guaritrici, che regnavano sull’isola delle Mele Avalon.
Nel ciclo arturiano, Morgana è la maggiore di tre sorelle figlie del duca Gorgois di Cornovaglia che imparò le arti magiche da Merlino, figlio illegittimo di Igraine, e allo stesso tempo ne fu sempre invidiosa e dedicò la maggior parte della sua vita a distruggere il suo operato e quello della moglie Ginevra




















In Le Morte d’Arthur, poema epico-cavalleresco di Thomas Malory del 1400, Morgana, figlia di Gorlois e Igraine, da bambina viene affidata all’educazione di un convento di suore e mostra immediatamente il fatto di avere poteri sovrannaturali. Mago Merlino convince Uther, re di Britannia, a prendere in moglie la madre di Morgana allontanando quest’ultima dalla corte per darla in sposa a uno dei suoi vassalli fidati. Morgana a questo punto vivrà un tristissimo matrimonio col re Urien di Gore dal quale avrà un figlio di nome Ywain. Nel frattempo trascorrerà un’intera vita a combattere la fama del suo acerrimo nemico re Artù attirandolo con inganno su una nave fatata. A questo punto gli ruberà la sua amatissima spada, Excalibur, sostituendola con una perfetta copia usata durante una battaglia con Accolon (amante di Morgana). Il malefico piano fallisce miseramente perché Excalibur torna da Artù e uccide Accolon; nel frattempo Morgana cerca di assassinare il marito re Urien ma viene fermata dal figlio. Alla fine anche in questo poema Morgana svolgerà un ruolo positivo: dopo essersi riconciliata col fratello lo raccoglie morente dopo l’ultima battaglia e lo porta ad Avalon per curare le sue ferite fino al suo ritorno. Secondo alcune recenti e conosciute versioni del mito Morgana è la madre di ser Mordred in seguito a un rapporto incestuoso consumato col fratellastro Artù ignaramente. 

La leggenda della Fata Morgana è strettamente legata alla Sicilia in quanto quando nel medioevo uno dei re che vollero conquistare il sud Italia vide davanti a sé un’isola che al centro conteneva una montagna che emanava fuoco e fumo. 
Quando quest’uomo si stava avvicinando sempre di più alla terra gli apparve davanti una donna dall’aspetto incantevole che gli disse: “Vedo che guardi quella meravigliosa isola e ne ammiri le distese di aranci e ulivi, i dolci declivi e il suo magico vulcano. Io posso donartela se la vuoi”
Quando Morgana espresse quelle parole era agosto, il mare era tranquillo e non c’era neanche un alito di vento, quando il re vide vicino a sé la Sicilia scrutando gli alberi, il vulcano e gli uomini che stavano scaricando le merci dalle navi decise di buttarsi in mare per raggiungerla. Durante il tragitto il re affogò tra le onde del Tirreno e la malefica fata Morgana sorrideva compiaciuta dell’inganno.



L’altra storia invece sembrerebbe risalire al 1060 quando Morgana si propose di aiutare Ruggero I nella conquista della Sicilia. Il re normanno la vide salire su un carro bianco e azzurro tirato da sette cavalli bianchi con le criniere azzurre.

Tra miti, leggende e storie mitologiche questa figura ruota attorno a scienze come la geografia, la medicina, la fisica e la meteorologia che cercano di spiegare razionalmente il fenomeno ottico, definito spesso come una sorta di miraggio, che si scorge in una fascia al di sopra dell’orizzonte distante dall’osservatore.

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