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Blitz contro il terrorismo in tutta la Germania

In tutta la Germania sono state eseguite perquisizioni e blitz in appartamenti di presunti terroristi in stretto contatto con i miliziani in nero del sedicente Stato islamico; molti gli arrestati tra cui uno degli attentatori che fecero strage al Museo del Bardo di Tunisi due anni fa.



Allerta massima contro il terrorismo internazionale
Nell'attacco al museo di Tunisi, avvenuto il 18 marzo 2015, morirono 21 persone che in maggioranza erano turisti, anche italiani, venuti a visitare le bellezze della capitale tunisina. 
Dopo il folle gesto del miliziano che ha rovinato l'atmosfera dei mercatini di Natale andando a schiantarsi con un mezzo pesante contro la folla che affollava i tradizionali chioschi natalizi che vendono cibo di strada tipico e addobbi, in tutta la Germania l'allerta per il pericolo del terrorismo internazionale è alle stelle. L'attentato dei mercatini ha dimostrato che anche la Germania, che fino a quel momento non era stata toccata dall'ondata di odio degli islamisti, si è scoperta vulnerabile proprio nei suoi luoghi simbolo ed cominciata una vera e propria caccia all'uomo per scoprire i responsabili del massacro, eventuali complici e soprattutto la presenza di cellule dormienti pronte a nuovi devastanti attacchi.


Gli edifici perquisiti sono 54 tra appartamenti e case private, uffici, imprese, negozi, moschee e centri culturali islamici e le persone fermate ed identificate sono state 16, ma i blitz contro il terrorismo potrebbero essere appena all'inizio. 
In questi ultimi giorni sono stati passati al vaglio delle autorità i contatti di parecchie persone considerate vicine agli ambienti delle organizzazioni terroristiche di matrice islamica; quello che gli inquirenti cercano sono i referenti islamisti che dalle zone di guerra in Iraq, Siria e Libia organizzano e coordinano il traffico dei foreign fighters diretti in Europa. 
Il portavoce della procura di Francoforte ha spiegato in conferenza stampa: “Il principale sospettato tra gli uomini arrestati è un cittadino tunisino di trentasei anni. Supponiamo che nell'agosto del 2015 abbia lavorato per l'organizzazione terroristica straniera che si autodefinisce Stato islamico. L'uomo è sospettato di avere agito come contrabbandiere e reclutatore per questa organizzazione qui in Europa”. 

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